domenica, 29 Novembre 2020

Uber ancora nei guai, ma Bruxelles non chiude la porta

Le legislazioni che riguardano i taxi e le vetture con conducente sono di competenza “nazionale”, ma “quel che è importante è che tutte siano compatibili con il diritto europeo, in particolare con i principi di proporzionalità e non-discriminazione”. Lo ha chiarito il portavoce della commissione Ue ai trasporti a proposito del nuovo divieto imposto a Uber, questa volta in Spagna.

“Al momento” Bruxelles non prevede d’intervenire ma è in “fase d’osservazione” in quanto “la questione è complessa e richiede ulteriori analisi”. La Commissione, però, ha sottolineato il portavoce, “di solito non si oppone alle nuove tecnologie che offrono nuove opportunità”. 

Ma l’app, che offre il servizio di noleggio auto con autista, continua a essere nell’occhio del ciclone. Dopo la denuncia in India a seguito del presunto stupro di una donna da parte di un conducente, e il divieto in Spagna per un ricorso dei tassisti, la società dovrà anche affrontare due cause civili nelle città californiane di San Francisco e Los Angeles. L’accusa è quella di aver ingannato gli utenti su diverse questioni, in primis sul fatto di aver controllato che i conducenti fossero incensurati. Tra le altre accuse, anche problemi con i tassametri, la mancanza delle licenze per lavorare negli aeroporti e la tassa ingannevole da un dollaro per la sicurezza della corsa. 

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