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AdP, chiusura dello scalo dipende da decreto del MIT

In merito ad alcune prese di posizione assunte nei giorni scorsi sulla chiusura dell’aeroporto del Salento, AdP tiene a ribadire che la stessa è stata disposta con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n.112/2020 nell’ambito di un processo di razionalizzazione dell’attività aeroportuale che ha interessato la totalità del sistema aeroportuale italiano. “In questo difficile contesto, individuare responsabilità o, ancor peggio, attribuire a Regione Puglia e AdP la paternità di scelte adottate al solo fine di penalizzare l’aeroporto del Salento e il suo territorio, appare quanto mai inopportuno e fuori da ogni logica di buon senso. Ancor di più se si considera l’importanza che Aeroporti di Puglia annette allo scalo nell’ambito della rete aeroportuale regionale, come facilmente desumibile dalla crescita del traffico e di collegamenti, nonché dai numerosi interventi, realizzati e in corso che hanno consentito l’ampliamento e la qualificazione delle infrastrutture – dice una nota della società di gestione – AdP sta già intervenendo con lavori di manutenzione straordinaria in aerostazione, così come prossima è la ripresa dei lavori inerenti l’adeguamento delle infrastrutture di volo affinché, in presenza di nuove disposizioni del MIT, circa la ripresa delle attività, i vettori possano riprendere l’operatività sullo scalo salentino in assoluta sicurezza e garantendo il diritto alla salute dei passeggeri. Peraltro, il quadro normativo attualmente vigente non crea i presupposti per una ripresa, per quanto auspicabile, del traffico passeggeri atteso che il DPCM del 26 aprile 2020 all’art. 4 co.3 dispone che “le persone che fanno ingresso in Italia sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco ai sensi del co.1 lett. b” e che l’ordinanza del Presidente della Regione Puglia ribadisce l’obbligatorietà per “tutte le persone fisiche che sono rientrate in Puglia da altre regioni”, di attenersi all’isolamento fiduciario. Come evidente, allo stato attuale queste giuste e necessarie prescrizioni rendono quanto mai proibitivo per le compagnie aeree prevedere la ripresa delle proprie attività sia in ambito internazionale che nazionale”.

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