Masseria Lamacoppa pronta ad una nuova fase di valorizzazione
28 Gennaio 2026, 09:15
“Sono quasi 30 anni che frequentiamo Ostuni. Tanto è stato fatto in Puglia sul fronte turistico e della ricettività ma ritengo che vada rafforzato il senso d’identità vera di questa regione. La Puglia ha ancora margini di crescita: sembra che ancora oggi non abbia sempre la consapevolezza di come vuole evolversi. C’è tutto un turismo che manca. Ci sono i resort, ma le strutture legate al lusso ci sono anche in Toscana, Francia e Inghilterra, e parliamo di strutture che non sempre esprimono la natura del territorio dove si trovano e le sue unicità. E spesso sono costruzioni nuove e non vere masserie”. E’ quanto afferma Filippo Mondadori che, insieme al fratello Francesco, assume la guida di Masseria Lamacoppa, storica tenuta di famiglia, immersa nella campagna pugliese alle porte di Ostuni, struttura ricettiva che si prepara a entrare in una fase di rinnovata valorizzazione.
Cuore del progetto è il recupero e il restauro di 5 antichi ruderi, fra trulli e lamie, presenti all’interno della proprietà: testimonianze storiche del complesso originario che verranno riportate a nuova vita attraverso un attento intervento architettonico e paesaggistico.
“Con il nostro progetto – spiega Mondadori – vogliamo riportare il senso antico della masseria come fulcro di interesse in agricoltura, ma anche centro economico-culturale dell’area. Vogliamo basarci sull’agricoltura a chilometro zero e mostrare la parte culinaria della regione, superando il riferimento esclusivo alla costa pugliese. Per me la Puglia, e specialmente Ostuni, è la campagna con la costa, non la costa con la campagna”. “Bisogna valorizzare prima la campagna – evidenzia -. Il mare è un vantaggio, ma quasi secondario rispetto all’identità rurale. Il nostro è un concetto di ‘casa’, e vogliamo condividere quella che è stata la nostra dimora per molto tempo e che lo è ancora oggi, portando il turismo a capire che c’è altro oltre ai resort o alle spiagge”.
“Puntiamo molto ad un segmento di mercato legato al turismo straniero, specialmente dei Paesi nordici – conclude – perché forse hanno la capacità di apprezzare maggiormente la vita rurale e il cibo, cose che noi italiani a volte diamo per scontate”.