domenica, 11 Aprile 2021

Sardegna si blinda in vista della Pasqua, misure più restrittive per evitare assalto a seconde case

La Sardegna è pronta a dispiegare uomini e mezzi in porti, aeroporti e sul territorio per scongiurare l’ingresso in massa dei turisti per le festività di Pasqua. Fulcro dell’attenzione le seconde case: nell’Isola sono oltre 223mila, incluse quelle di proprietà di residenti, la maggior parte concentrate nel Sassarese e in Gallura dove sono occupate soprattutto in estate. Con la curva dei contagi ormai stabile da giorni sotto i 100 casi nelle 24 ore, un tasso di positività oggi sceso allo 0,7% e la pressione sugli ospedali sotto la soglia critica, è molto probabile che la Sardegna confermi la zona bianca, unica Regione per ora in Italia, anche nelle prossime settimane. Un quadro che spinge molti residenti delle zone rosse con casa nell’Isola, a spostarsi qui per Pasqua.
Attualmente il governatore Christian Solinas ha scelto di non firmare un’ordinanza di stop dalle Regioni in zona rossa sul modello della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige, ma varerà un provvedimento che stringe le maglie dei controlli agli arrivi, attivi già dall’8 marzo scorso.
Dall’8 marzo, infatti, si può entrare in Sardegna solo con un certificato di avvenuta vaccinazione anti-Covid o di negatività al tampone, oppure sottoponendosi a un test rapido dopo lo sbarco. Finora i numeri hanno consentito di gestire la situazione, ma con arrivi più sostenuti il rischio è che il sistema possa andare in tilt.
Intanto, il primo cittadino di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ha firmato un’ordinanza super restrittiva: da oggi, infatti, è previsto l’obbligo di quarantena per 10 giorni sull’isola a sud ovest della Sardegna anche se si è in possesso di tampone antigenico-rapido negativo. Escluse dall’isolamento le persone già vaccinate e chi arriva per motivi di lavoro, necessità o salute dimostrabili con l’autocertificazione. Sanzioni da 400 a 3.000 euro.

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