martedì, 20 Aprile 2021

Le richieste di Gesap e Airgest a Bellanova: dal Recovery Fund all’addizionale comunale

Tour negli aeroporti di Palermo e Trapani per la viceministra delle Infrastrutture, Teresa Bellanova. In visita all’aeroporto internazionale del capoluogo siciliano, ha incontrato l’amministratore delegato di Gesap Giovanni Scalia e il direttore generale Natale Chieppa.
Dopo una breve presentazione dei progressi e degli investimenti, finanziati con fondi della società che, dal 2013, hanno visto crescere l’aeroporto fino ad arrivare a sette milioni di passeggeri nel 2019 e sei milioni di utile, Scalia ha sottoposto alla viceministra tre importanti questioni. Innanzitutto le risorse per i progetti, già cantierabili, per circa 60 milioni, che l’aeroporto ha inserito nella lista delle opere finanziabili con i fondi del Recovery Fund. Quindi Scalia ha portato in evidenza ciò che richiede da tempo Assaeroporti, e cioè l’accesso al fondo, già istituito, di 500 milioni per la compensazione dei danni subiti a causa del Covid-19 dai gestori aeroportuali (nel limite di 450 milioni di euro) e dai prestatori di servizi di assistenza a terra (nel limite di 50 milioni di euro). Sul fronte delle infrastrutture, l’ad ha chiesto un’accelerazione sulla costruzione del doppio binario della linea ferroviaria che collega Palermo con l’aeroporto, tra i pochi scali in Italia con una stazione di treni all’interno dell’aerostazione, e l’incremento delle frequenze e la diminuzione dei tempi di percorrenza degli attuali collegamenti con Palermo e la provincia, a cominciare da Cefalù. La viceministra ha dato piena disponibilità ad affrontare gli argomenti trattati durante l’incontro sulla base degli approfondimenti che l’amministratore delegato le farà avere nei prossimi giorni.

A Birgi, invece, il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, anche nella veste di rappresentante di Aira, ha illustrato al viceministro le esigenze dei piccoli aeroporti. Nello specifico: l’eliminazione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco agli aeroporti al di sotto del milione di passeggeri, della luxury tax, una sburocratizzazione degli enti e una maggiore intesa con l’ente di regolazione. “Se vogliamo far ripartire in tempi rapidi il turismo, dopo i danni causati dal Covid 19 e dalla pandemia mondiale – ha detto Ombra – e vogliamo alimentare un volano importante dell’economia, come i trasporti e soprattutto gli aeroporti regionali, queste sono le condizioni minime essenziali per poter far decollare il trasporto aereo. Per questo chiediamo al governo di intervenire tempestivamente”.

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