venerdì, 24 Giugno 2022

Musumeci in visita a Birgi: la Regione ha salvato lo scalo

“Che bello vedere oggi questo aeroporto così affollato. Quando l’ho visitato quattro anni fa, subito dopo la mia elezione, era un deserto, con i piazzali esterni vuoti, senza neppure un aereo, e tanta rassegnazione sul suo futuro”. Questo il commento a caldo del presidente della Regione Nello Musumeci, di passaggio ieri mattina dallo scalo di Trapani-Birgi per una brevissima visita e un caffè con gli operatori. Accompagnato dagli assessori al Turismo Manlio Messina e alle Attività produttive Mimmo Turano, il governatore è stato accolto dal presidente della società di gestione Salvatore Ombra.

“Tutto questo – ha aggiunto Musumeci – è frutto di uno straordinario impegno, strategico e finanziario, profuso in questi anni dal nostro governo regionale, dalla rappresentanza parlamentare e dalla nuova gestione che abbiamo scelto con coraggio”. Alla fine di giugno l’aeroporto ospiterà un convegno celebrativo dei suoi trent’anni di vita, con una cerimonia in corso di programmazione. “In quell’occasione – ha anticipato il presidente Ombra – illustreremo i dettagli del piano di rilancio messo in campo assieme al governo Musumeci”.

Nel corso della visita nel trapanese, Musumeci ha fatto tappa anche a Erice dove ha consegnato formalmente i lavori per il restauro del Teatro regionale “Tito Marrone”, grazie a un finanziamento di 3,2 milioni di euro. La ditta aggiudicataria dell’appalto avrà 210 giorni di tempo per completare le opere.

“Si apre – sottolinea il presidente Musumeci – un nuovo cantiere per restituire alla provincia di Trapani uno spazio culturale chiuso da troppi anni. In un’area fortemente vocata al turismo e alla cultura, come quella del trapanese, riqualificare le infrastrutture diventa il primo passo per mettere in moto un nuovo motore di crescita dell’economia. Con l’assessore allo Spettacolo Manlio Messina programmiamo di affidare la struttura – ampia, articolata e ben concepita – a soggetti competenti e capaci, attraverso un apposito bando pubblico: servono manager e non improvvisatori. Ogni euro speso nel settore culturale è un investimento sicuro, sotto ogni aspetto”.

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