martedì, 7 Dicembre 2021

Scalo Palermo, Enac avvia revoca concessione alla Gesap

Il motivo è il ritardo nella ricapitalizzazione. Ma la società si difende

Si complica la vicenda Gesap. Il cda dell'Enac ha chiesto l'avvio della procedura di revoca della gestione alla società di gestione dello scalo palermitano. Qualche giorno fa, la Gesap, invitata dal consiglio per l'audizione, aveva inviato una lettera in cui anticipava che a settembre si riunirà l'assemblea dei soci per la ricapitalizzazione della società. 
"Non sussistendo i parametri rispetto all'equilibrio tra il capitale e il volume di traffico dello scalo – chiarisce l'Enac – il consiglio non ha ritenuto sufficienti le informazioni ricevute e ha dato mandato al direttore generale di avviare la procedura di revoca degli atti concessori. Atto che non comporta nell'immediato variazioni nell'operatività dello scalo, in attesa di eventuali positivi riscontri da parte della società". 
Dal canto suo, la Gesap con una nota cerca di ridimensionare le criticità rilevate dall'Ente guidato dal palermitano Vito Riggio. "Il ritardo dell'entrata in vigore del contratto di programma, approvato dall'Enac nel luglio del 2010 – si legge nel comunicato – ha determinato, fin qui, minori ricavi per 1,3 milioni di euro al mese". E i ritardi nell'aumento di capitale? Secondo la Gesap, sono dovuti al fatto che l'amministrazione comunale di Palermo, essendosi appena insediata, non dispone ancora del bilancio di previsione 2012 e quindi non può destinare somme per la ricapitalizzazione.
Con riferimento, inoltre, alla nota di Enac circa l'insussistenza dei parametri rispetto all'equilibrio tra il capitale ed il volume di traffico dello scalo, "occorre precisare che la Gesap – dice una nota – rispetta i parametri previsti dal decreto ministeriale 521/97 riferiti al limite minimo del capitale sociale".

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