Emergenza idrica a Lipari: allarme di hotel e ristoranti
22 Aprile 2026, 10:35
Federalberghi Isole Eolie e l’Associazione Ristoratori Isole Eolie (ARIE) lanciano un grido d’allarme corale dinanzi alla grave e sistematica carenza di approvvigionamento idrico che sta colpendo l’isola di Lipari. Le due organizzazioni denunciano delle criticità strutturali che mettono a rischio la regolare operatività delle attività produttive, la sicurezza alimentare e l’immagine dell’intero arcipelago.
I dati tecnici evidenziano un deficit insostenibile: l’impianto di dissalazione, a fronte di una potenzialità teorica di 9.000 mc/giorno, produce mediamente solo 4.100-4.200 mc. A causa di recenti guasti, la produzione è crollata a soli 2.100 mc/giorno tra dicembre e gennaio, attestandosi oggi su circa 3.700 mc, volumi ampiamente insufficienti a coprire i fabbisogni minimi.
A peggiorare il quadro è una programmazione regionale definita “miope”, che prevede zero integrazioni via nave per i mesi di aprile e novembre e integrazioni inadeguate per quelli di maggio e ottobre. Tale piano ignora la realtà dei flussi turistici che iniziano a marzo per consolidarsi già da aprile, mettendo in crisi le strutture ricettive e i ristoranti. Oltre al danno economico, si configura un’emergenza di ordine pubblico e salute pubblica: come già segnalato dal Garante per i disabili, la carenza sta privando d’acqua persino le fasce più fragili della popolazione.
In una nota firmata da Christian Del Bono, presidente Federalberghi Isole Eolie, e Angelo Paino, presidente Associazione Ristoratori Isole Eolie, le due associazioni sollecitano un intervento immediato del ministro dell’Ambiente, del prefetto di Messina e della Regione Siciliana per superare lo stallo burocratico tra gli enti. “Senza una fornitura idrica minima garantita, ogni sforzo di promozione turistica e ogni campagna di sensibilizzazione al risparmio risultano vani”, si sottolinea.
Le associazioni chiedono con urgenza:
· L’invio immediato di navi cisterna integrative per i mesi di maggio, ottobre e novembre.
· Una revisione strutturale della programmazione, parametrata sull’effettivo carico antropico stagionale.
· La convocazione di un tavolo tecnico urgente per definire i fabbisogni reali ed evitare un imminente disastro sanitario ed economico.