sabato, 28 Novembre 2020

Federalberghi ci crede: Agrigento deve poter vivere di turismo

Agrigento maglia nera per la qualità della vita tra tutti i capoluoghi di provincia. E’ questo il leit motiv del dibattito degli ultimi giorni. Ma gli operatori turistici della città, che sarebbero sicuramente legittimati più di altri nel criticare questa posizione da ultimi della classe, non ci stanno ad abbattersi. Tanto che la locale Federalberghi in una nota esorta ogni singolo cittadino a non cercare alibi e responsabilità: “è arrivato il momento – si legge – che ognuno dei 55 mila abitanti di questa città si metta in gioco dando il proprio contributo di idee, per far risalire la città dal fondo”.

“Abbiamo bisogno di regia, di coordinazione e di condivisione – sottolinea Federalberghi – affinché si possa valorizzare ed esaltare al meglio Agrigento per chi ci vive e chi ci sceglie come meta per le vacanze, trasformarci in città da un turismo stanziale di massa non da mordi e fuggi: chi viene da noi deve poter restare, ammirare, godere, conoscere, apprezzare e consumare per portare ricchezza e lavoro per i giovani.

Agrigento deve poter vivere di turismo, per fare ciò occorre una politica più incisiva per la promozione e l’intrattenimento dei visitatori. In pratica dare una nuova immagine della città per il suo rilancio turistico con il coinvolgimento degli albergatori, i ristoratori, i commercianti, artigiani operatori sociali che possano avere la possibilità di offrire emozioni e servizi per chi viene a trovarci, tutti uniti sotto lo stesso slogan e la stessa bandiera….. Agrigento.

Il turismo deve essere la carta vincente per il futuro della città, il turismo deve creare sviluppo e nuova occupazione per i giovani agrigentini. Parole senz’altro condivisibili, ma fino a questo momento disattese.

Infine vogliamo porre l’accento sulla promozione… Questa città non può sperare e vivere di annunci estemporanei per rilanciare il territorio che lasciano il tempo che trovano e servono solo per un titolo più grande sui giornali. Questa città ha necessita di piccoli e indispensabili atti quotidiani: cura, cura, cura e ancora cura dell’arredo urbano, di servizi efficienti e una vera valorizzazione. Quello che chiediamo è il segno di una presenza. Che le istituzioni rappresentino quel famoso punto di riferimento del quale adesso i cittadini e le imprese hanno bisogno per uscire dall’isolamento e costruire nuove prospettive di ripresa.

 

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