mercoledì, 12 Maggio 2021

47 anni dopo il terremoto del Belice c’è ancora un monumento da salvare

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 un violento terremoto seminò morte e distruzione nella Valle del Belice, causando circa 370 vittime, un migliaio di feriti e 70 mila sfollati. A distanza di 47 anni da quel sisma che rase completamente al suolo alcuni paesi come Gibellina, Salaparuta e Montevago, quella ferita non si è ancora completamente rimarginata. Anche perché i 12 mila miliardi di vecchie lire (circa 6 miliardi di euro) stanziati dallo Stato per la ricostruzione non sono bastati a cancellare gli sfregi al territorio causati dalla natura ma anche dall’incuria dell’uomo.   

Simbolo di questa ricostruzione incompiuta è la Chiesa madre di Sambuca di Sicilia. Da quella scossa maledetta la maestosa chiesa a tre navate edificata nel ‘700 in cima alla rocca del paese, sulle rovine del castello arabo fondato dall’emiro Zabuth, è rimasta chiusa. Proprio per questo motivo si è costituito il Comitato Salviamo la Matrice, con l’obiettivo di riuscire a trovare i fondi e ultimare il restauro della chiesa entro il cinquantesimo anniversario del terremoto.

La “campagna” è stata lanciata nell’estate scorsa dopo la riapertura per una sera della chiesa, in occasione del concerto del violoncellista Adriano Fazio. Il 15 settembre scorso la Matrice è stata visitata anche dal presidente della Camera Laura Boldrini che ha assicurato il suo interessamento.

La prima manifestazione pubblica promossa dal Comitato si svolgerà giovedì 15 gennaio a Sambuca, (Palazzo Panitteri alle 17). All’iniziativa, intitolata significativamente “Chiesa Matrice, per non perdere la memoria”, parteciperanno tra gli altri, insieme ai sindaci della Valle del Belice, gli assessori regionali ai Beni Culturali e al Turismo, Antonino Purpura e Cleo Li Calzi, la sovrintendente ai Beni Culturali di Agrigento, Caterina Greco, la responsabile del Centro Regionale per il restauro Enza Cilia Platamone e il rappresentante in Sicilia della Fondazione Unesco, Aurelio Angelini. La manifestazione si concluderà alle 19, davanti alla Matrice, con l’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione sia all’esterno che all’interno del monumento. La Chiesa, attraverso un grande portone di vetro, potrà così essere nuovamente ammirata dai visitatori. 

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