Beni culturali, pioggia di investimenti in Sicilia: in arrivo 182 mln
01 Giugno 2026, 09:20
Il Dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana si appresta a varare un piano di riqualificazione senza precedenti che interesserà l’intera regione grazie a uno stanziamento di oltre 182 milioni di euro derivanti dai fondi FSC 2021-2027. L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito dell’Accordo per la coesione siglato tra Stato e Regione, prevede l’attuazione di 57 interventi mirati al restauro e alla valorizzazione di siti monumentali e paesaggistici d’eccezione, confermando la volontà del governo locale di puntare sulla cultura come volano per la crescita economica e sociale.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato l’importanza dell’operazione dichiarando che si tratta di un programma di investimenti senza precedenti che conferma la centralità della cultura nelle politiche di sviluppo del suo governo, permettendo alla Sicilia di contare su risorse significative per recuperare beni di straordinario valore storico e identitario per restituirli pienamente alla fruizione pubblica e trasformarli in motori di crescita.
L’assessore Francesco Paolo Scarpinato ha evidenziato la necessità di imprimere un’accelerazione concreta alla spesa e alla realizzazione delle opere, con le prime gare per i lavori previste tra il 2026 e il 2027, dato che la maggior parte dei progetti si trova già in una fase avanzata di pianificazione.
Gli investimenti sono distribuiti capillarmente su tutto il territorio: la Città metropolitana di Palermo riceverà oltre 40 milioni per interventi iconici come il restauro del Teatro Politeama e dei siti Unesco del percorso arabo-normanno, mentre Messina e Catania beneficeranno rispettivamente di circa 34 e 26 milioni di euro per la messa in sicurezza di chiese storiche e la riqualificazione di complessi come il Castello Ursino. Anche le altre province siciliane saranno coinvolte in importanti operazioni di tutela, che spaziano dal restauro della Cappella del Cristo nero a Licata fino alla musealizzazione del relitto delle Colonne di Kamarina nel ragusano, passando per la valorizzazione del Cretto di Burri a Gibellina e del Tempio di Apollo a Siracusa, in una strategia globale volta a consolidare l’identità siciliana attraverso il suo immenso patrimonio architettonico e archeologico.