Due ritratti di Antonello da Messina a confronto tra Cefalù e Torino
11 Luglio 2026, 09:33
A Cefalù apre al pubblico il progetto espositivo nazionale dal titolo “L’enigma del sorriso, Antonello da Messina tra Cefalù e Torino”. Un evento costruito attorno al confronto diretto di due tra i più celebri e misteriosi ritratti del Quattrocento europeo e che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni del 160° anniversario della nascita della Fondazione Culturale Mandralisca.
La mostra mette in relazione il Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca di Cefalù e il Ritratto d’uomo di Palazzo Madama a Torino (conosciuto anche come Ritratto Trivulzio), opere considerate come vertici assoluti della ritrattistica rinascimentale, entrambe realizzate da Antonello da Messina.
Riguardo alle due tappe, Cefalù rappresenta il contesto mediterraneo che ha generato la sensibilità luminosa e psicologica di Antonello, quindi il confronto consente di rileggere il capolavoro del Mandralisca alla luce della maturità veneziana, come un ritorno alle origini. A Torino, nel luogo che custodisce uno degli esiti più compiuti della stagione lagunare, il dialogo si rovescia: il volto mediterraneo incontra la forma universale, arrivando al compimento.
L’appuntamento si svolge anche nell’anno in cui ricorre il cinquantennale dall’uscita del romanzo “Il sorriso dell’ignoto marinaio” dello scrittore siciliano Vincenzo Consolo, il quale contribuì ad accrescere la fama internazionale del capolavoro antonelliano, custodito presso il Museo Mandralisca.

Per il presidente della Fondazione Mandralisca, Vincenzo Garbo, “Il ‘Ritratto d’uomo’ del Museo Mandralisca di Cefalù è un capolavoro assoluto che dettò i parametri di una nuova arte, grazie alla quale fu possibile la nascita dello spazio interiore nel ritratto e, allo stesso tempo, costituisce una presenza identitaria che ha contribuito a definire la tradizione culturale siciliana e il suo rapporto fecondo con il contesto artistico europeo. Porre il capolavoro del Mandralisca in dialogo con il Ritratto Trivulzio di Palazzo Madama significa compiere un gesto che non riduce, ma amplifica il suo significato. Il valore di questa iniziativa non risiede soltanto nell’esposizione, ma nella costruzione di un sistema di relazioni tra istituzioni, territori e comunità. Cefalù non perde nulla di sé in questo dialogo; al contrario, riafferma il proprio ruolo centrale nella storia della ricezione di Antonello da Messina e nella costruzione della sua fortuna critica moderna”.
Per il direttore di Palazzo Madama, Giovanni Carlo Federico Villa “questa mostra nasce da un’idea tanto semplice quanto radicale: mettere in relazione due soli volti per comprendere una trasformazione decisiva nella storia dell’arte europea. Il Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina è una delle espressioni più alte della cultura figurativa del Rinascimento, non soltanto per la sua qualità pittorica, ma per la sua capacità di definire un nuovo statuto dell’immagine dell’uomo”.
La mostra è aperta al pubblico fino al 4 novembre al Museo Mandralisca di Cefalù. Dal 12 novembre al 22 febbraio 2027 sarà al Museo Civico d’Arte Antica a Torino.