La riproduzione della Madonna del Velo di Raffaello rinasce a Palermo
30 Gennaio 2026, 10:04
Dopo un lungo e paziente lavoro di restauro e di studio torna a splendere a Palermo, dove era custodita in locali dell’università, una delle 15 riproduzioni conosciute al mondo della Madonna del Velo di Raffaello Sanzio: il dipinto è stato svelato nella Chiesa di Sant’Antonio Abate del complesso monumentale dello Steri. La tela, databile alla fine del XVI secolo, raffigura la Vergine nell’atto di adorare il Bambino, mentre San Giovanni Battista infante assiste alla scena.
“Questo restauro – ha commentato il rettore Massimo Midiri – non restituisce soltanto un’opera alla sua bellezza originaria, ma riafferma il ruolo dell’università come luogo di tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale, capace di generare conoscenza e di condividerla con la comunità”.
Le analisi tecniche e lo studio dei materiali hanno aperto interrogativi sull’origine dell’opera. Palermo, nel tardo Cinquecento, era attraversata da un fervore raffaellista che rende plausibile una esecuzione locale legata a una scuola di copisti del capoluogo siciliano. Di contro, alcuni elementi pittorici – come l’uso di un pigmento pregiato per il cielo, probabilmente smaltino – sembrano rimandare altrove e, in particolare, all’area veneta. Anche la tela originale di Raffaello è un’incognita. Non se ne conosce il committente, né la collocazione. A tenere in vita il dipinto originale di Raffaello sono state le sue copie. Nel mondo se ne conoscono quattordici, ora quindici, distinguibili tra repliche fedeli al modello cinquecentesco e versioni che introducono variazioni iconografiche. La tela dell’Università di Palermo si colloca tra i migliori esempi di questa seconda tipologia, confermandosi come un’opera di grande qualità pittorica.