Palermo, un Museo della Belle Époque al Villino Florio
17 Febbraio 2026, 12:03
Nuova vita per il Villino Florio, il gioiellino Liberty di Ernesto Basile a Palermo. Entro tre anni, grazie a un progetto voluto dalla Soprintendenza di Palermo e firmato dall’architetto Salvatore Nigrelli, insieme a Francesco Ferla, Giacinto Pipitone, Francesco Macaluso e Danilo Maniscalco, diventerà il Museo della Belle Époque.
Non sarà, però, solo una semplice raccolta di cimeli. Sarà piuttosto un museo immersivo dedicato agli anni della Palermo Felicissima, quella compresa tra la fine dell’Ottocento e la Grande Guerra, in cui la borghesia imprenditoriale, con i Florio in prima linea, ridefinì il costume, l’arte e l’economia dell’Isola.
Il progetto prevede un percorso di visita ibrido, dove gli oggetti fisici dialogano con le più moderne tecnologie multimediali. Accanto a teche in vetro per abiti d’epoca e supporti in ferro battuto per accessori, troveranno spazio installazioni interattive: touchscreen, visualizzatori 3D, e applicazioni di realtà aumentata e virtuale.
L’altra sfida è quella dell’accessibilità. Il progetto prevede di superare il nodo delle barriere architettoniche in un edificio storico vincolato, dove l’installazione di ascensori o rampe fisse è impraticabile. Da un lato, si prevede l’utilizzo di accorgimenti tecnologici mirati, come un montascala per la scala interna che collega il piano terra al primo piano, o piccole rampe mobili per gli ingressi. Dall’altro, se l’ostacolo fisico è insormontabile, la tecnologia diventa il veicolo per l’accessibilità sensoriale. Il progetto prevede l’uso di visori e dispositivi che permettano a tutti, anche a chi non può accedere fisicamente a un ambiente, di “visitarlo” virtualmente, percependo ogni dettaglio storico-artistico.
Il piano terra sarà dedicato all’introduzione sul periodo storico e sullo stile Liberty, mentre l’ampio salone del primo piano, con i suoi preziosi decori, diventerà il fulcro del percorso, ospitando postazioni multimediali e vetrine.
Al secondo piano spazio alla memoria materiale dell’imprenditoria Florio, come le ceramiche della manifattura di famiglia, raccontate anche attraverso video e immagini d’archivio sulla flotta della Navigazione Generale Italiana.
Ma il progetto non si ferma solo alll’interno del Villino. Il giardino ospiterà installazioni di videomapping in gradom di restituire, nelle ore notturne, lo splendore della Belle Époque.
Il cantiere dei lavori, che ammontano a quasi 700 mila euro, dovrebbe partire entro il 2027.