domenica, 27 Settembre 2020

Tornano fruibili gli scavi del sito archeologico di Mokarta

Il sito archeologico di Mokarta nel comprensorio di Salemi (Helicyae) è stato ripulito e risistemato dopo l’incendio che, nei giorni scorsi, ne aveva compromesso la bellezza rendendo complicato visitarne gli scavi. “Mokarta è un luogo di cultura particolarmente prezioso – dice l’assessore l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – che si è recato a visitare l’area in compagnia della direttrice del Parco archeologico di Segesta, Rossella Giglio – che testimonia momenti significativi della preistoria siciliana. Quando ho appreso dell’incendio che aveva interessato il sito, ho subito richiesto una relazione dettagliata e disposto un intervento urgente per il ripristino dei luoghi”.

Le quindici capanne circolari dall’ingresso a forcipe, con lo scheletro della giovane Nina e i manufatti rinvenuti che ad oggi sono le testimonianze emerse a seguito della campagna di scavi costituiscono una realtà museale all’aperto e ci raccontano di una società rurale strutturata che si è insediata nella parte occidentale dell’Isola sin dal II millennio aventi Cristo.

“Luoghi come Mokarta – precisa l’assessore Samonà – raccontano il nostro passato più antico e costituiscono ambiti storico-archeologici che vanno approfonditi, valorizzati e studiati con ancora maggiore attenzione. La Mokarta emersa a seguito delle campagne di scavi effettuate negli anni scorsi costituisce solo una piccola parte dell’immenso patrimonio ancora coperto. Il governo Musumeci è interessato ad accendere i riflettori su quest’area della Sicilia che ha ancora moltissimo da raccontare. Ci impegneremo per vedere di orientare risorse comunitarie verso nuove campagne di scavi che potrebbero restituirci ulteriori e preziose testimonianze su tutta l’area”.

“La collina dove sorge Mokarta – aggiunge Rossella Giglio – rappresenta un luogo magico senza tempo che, con i dovuti accorgimenti e con adeguati interventi sulle vie di accesso, merita di essere inserita nei percorsi turistico-archeologici della Sicilia. La ricchezza del sito è stata testimoniata dagli oltre cento reperti rinvenuti quasi integri all’interno della capanna 15, rimasti sepolti sotto il crollo della struttura avvenuto a seguito di un evento improvviso e traumatico che coinvolse l’intero insediamento sul finire dell’età del Bronzo. Vasi di uso domestico, scodelle, boccali, coppe su piede, olle e vasi rituali sono preziose testimonianze e un importante tassello per ricostruire la storia di una Sicilia antica. Una storia che ancora ha molto da raccontarci e sulla quale stiamo lavorando per una complessiva rilettura del territorio”.

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