Provenzano: rinnovare il design alberghiero per valorizzare luogo e accoglienza

La ricettività turistica e in particolare l’hotellerie di lusso ha sempre giocato un ruolo importante nell’attrattività di una destinazione. Ne abbiamo parlato con l’architetto Sebastiano Provenzano, figlio d’arte. Il padre, Fausto, è tra gli architetti più affermati anche in campo urbanistico e tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000, ha pure maturato una significativa esperienza nel settore alberghiero palermitano, progettando gli interventi di Torre Normanna, del Plaza Operà, dell’Hotel Garibaldi, dell’Hotel La Torre e dell’Hotel Sole (oggi B&B Hotel).

Quella – ricorda Sebastiano Provenzano – fu una stagione importante per il nostro studio, resa possibile anche da una serie di finanziamenti di cui gli albergatori palermitani hanno goduto. Io mi sono laureato nel 2003 e partecipai a questa stagione solo in parte. In particolare i lavori del Grand Hotel Piazza Borsa li ho vissuti durante gli ultimi anni della mia formazione e i primi della mia attività professionale, e fu una grande palestra. L’esperienza dell’Hotel Piazza Borsa insegna che attraverso un attento studio sulla compatibilità anche un edificio prezioso e vincolato offre spazio alla variazione della propria originaria destinazione d’uso. Anche oggi, forse più di allora, mi sembra esista un importante risveglio del settore alberghiero, investitori internazionali stanno contribuendo ad innalzare, in termini qualitativi, l’offerta turistica della città verso il lusso, fascia importantissima e che era utile poter soddisfare. La presenza di grossi gruppi internazionali comunica il segnale che forse, finalmente l’ambito risveglio del settore turistico in Sicilia, sia avviato”.

E a proposito di risveglio turistico, Provenzano si sofferma sul ruolo dell’offerta extralberghiera:

 “Da architetto che ama le città credo che gli interventi dell’extralberghiero abbiano un ruolo importante in un processo di riqualificazione per agopuntura urbana, che a Palermo, negli ultimi anni ha dato ossigeno al settore dell’edilizia minuta. I nostri vecchi edifici divengono, tramite questi interventi, luoghi vitali arricchendo l’ibridazione delle loro funzioni non più solamente destinati al residenziale o al commerciale. La domanda che, mi sembra giusto, un albergatore si ponga è perché la gente preferisca, anche a parità di prezzo, una casa in affitto breve o un b&b. A questa domanda deve rispondere un bravo architetto chiamato a ripensare gli spazi di un albergo tradizionale. L’approccio al viaggio è cambiato. Oggi il turista “fai da te”, non è più lo sprovveduto che veniva rimproverato in una pubblicità di qualche tempo fa. Oggi il viaggio si organizza quasi sempre in autonomia. Organizzarlo è diventata parte del divertimento. E i nuovi viaggiatori vogliono vivere un’esperienza, anche brevissima, ma più personalizzata e unica, e a cui dobbiamo saper dare, ciascuno nel proprio settore, risposta.

Sfaterei un mito, portato avanti da un luogo comune: chi viaggia non vuole affatto sentirsi a casa propria, ma al massimo in un’ospitale casa altrui. Vivere pochi giorni in una casa, o in un ambiente domestico, offre al visitatore un’esperienza che una camera di hotel con arredo contract standardizzato e il continental breakfast non è spesso in grado di offrire. Metterei al centro del discorso l’ospitalità che è, giova ricordarlo, uno scambio, sia chi riceve e chi è ricevuto è allo stesso modo ospite e questa atavica condizione, insegnataci dai greci, deve emergere nella definizione degli spazi e dell’arredamento. Un hotel a Palermo deve essere palermitano, introvabile altrove, unico. Credo che nel design alberghiero debba emergere in primis adeguatezza rispetto al luogo. Non credo quindi che esista un’unica declinazione del futuro ma che questa debba essere declinata in accordo ai luoghi. In generale mi piace quell’immagine letteraria che vuole che il futuro abbia sempre anche un volto antico”.

Per quanto riguarda i progetti futuri in ambito turistico, Provenzano anticipa a Travelnostop.com che stanno lavorando, per conto di un colosso internazionale, ad un grande hotel in provincia di Palermo e al porto turistico di Santo Stefano di Camastra. “Quest’ultimo – precisa – è un intervento portato avanti da un gruppo imprenditoriale siciliano che sta credendo nel fatto che in Sicilia ci sia un futuro. Ogni tanto ce lo dimentichiamo”. Tra le opere recentemente inaugurate dallo studio anche il nuovo porticciolo di Sant’Erasmo.

Un investimento importante – sottolinea Provenzano – fortemente voluto dal presidente dell’Autorità di sistema portuale Pasqualino Monti, un regalo alla città che ha riqualificato una zona che versava in grande degrado. Sant’Erasmo è pensato come un porto di città, un grande spazio pubblico aperto alla fruizione da parte della collettività. Noi ci auguriamo che questo intervento possa rappresentare un grande dispositivo di collegamento con la costa sud est della città dove deve concentrarsi l’impegno di tutti nei prossimi anni. Palermo merita un’offerta di balneazione più articolata e  una spiaggia più ampia che possa decongestionare Mondello. Ci auguriamo che il PUDM (Piano di Utilizzo del demanio Marittimo) che a breve entrerà in vigore, possa motivare gli imprenditori del settore turistico ad investire in questa parte di Palermo che è anche dal punto di vista paesaggistico, una delle più belle della città”.

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