Dal contratto di locazione alla sanificazione, i consigli degli esperti

Buona fede, buon senso e collaborazione sono queste le parole d’ordine per vivere la fase 2 provando a superare le criticità che le imprese turistiche, e non solo, si trovano ad affrontare in questo difficile momento, dall’impossibilità di pagare il canone locativo alla sicurezza e sanificazione dei luoghi di lavoro. I consigli da parte di addetti ai lavori sono arrivati nel corso dell’ultimo appuntamento organizzato nell’ambito di SKALacademy da Skal International Palermo e travelnostop.com.

Per quanto riguarda la difficoltà, e a volte anche l’impossibilità economica nel pagamento del canone locativo da parte dei conduttori, l’avvocato Giovanni Nicosia suggerisce di applicare i principi di buonafede, equilibrio, cooperazione e collaborazione tra le parti.

“Il mio consiglio – spiega Nicosia – è quello di mediare tra l’impossibilità temporanea nel pagamento del canone e l’inutilizzabilità temporanea dell’immobile. Dunque, il conduttore può richiedere la riduzione del canone proporzionata alla parte di prestazione che è andata perduta. Le parti potranno dunque giungere a una rinegoziazione extragiudiziale del contratto iniziale secondo i principi della buonafede redigendo una scrittura privata con cui si stabilisce la nuova cifra e il periodo per il quale il contratto viene modificato. La registrazione non è obbligatoria ma è consigliata per tre motivi: conferire data certa all’accordo, rendere tutelabile la posizione del cliente, e servire al locatore per portare a conoscenza delle agenzia entrate la diminuzione del contratto”.

Per quanto riguarda invece la responsabilità dell’hotel in caso di contagio si parlerà di responsabilità oggettiva nel caso in cui viene dimostrato che l’albergo non ha adottato le dovute misure di sicurezza. Sicuramente comunque, secondo Nicosia, le polizze dovranno essere riviste.
 
Sulle possibili riaperture per le imprese e la conseguente sicurezza sui luoghi di lavoro è invece intervenuto l’ingegnere Francesco Sortino. “Ad oggi non conosciamo la vera natura di questo covid-19, quindi è difficile capire come procedere anche perchè mancano linee guida certe. Fatto sta che l’applicazione dei nuovi criteri e protocolli che regolamentano il contrasto e contenimento del virus hanno provocato incremento di costi alle aziende del 20/30%. Per i ristoranti si sta già ipotizzando una riduzione dei coperti quindi i costi resteranno invariati ma il guadagno ovviamente sarà inferiore e si dovrà tenere conto anche dei costi sulla sanificazione. Tra l’altro, oggi non esiste in commercio un prodotto che dia la certezza di aver sanificato l’ambiente. Dunque, sì alla sicurezza ma l’imprenditore dovrà affrontare costi aggiuntivi non da poco. Ad oggi la perplessità di questa ripartenza, di questa fase 2, è forte; grazie al lockdown i contagi si sono allentati, dal 4 maggio inizierà una fase di osservazione che ci darà risposte nei prossimi 14 giorni durante i quali si capirà se la gestione fatta sulla sicurezza sui luoghi di lavoro è idonea per contenere la diffusione del virus”.
Sul turismo, infine, Sortino non ha dubbi: “quest’anno il modo di fare turismo sarà diverso, il principio base del turismo è l’aggregazione  riducendola si modifica la natura stessa del turismo”.

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