A Etnaland la stagione è davvero già finita?
10 Giugno 2026, 10:37
La chiusura del parco acquatico Etnaland e del parco tematico Thempark rappresenta un duro colpo, anche e soprattutto per l’economia locale, fatta di B&B, case vacanza, attivitità ristorative e decine di lavoratori stagionali
“Comprendiamo il grido di attenzione di tanti cittadini e lavoratori per una stagione che appare compromessa. L’altra sera in Consiglio, un’interrogazione formulata dal consigliere Pulvirenti ha raccolto le criticità e le incertezze che vive il nostro territorio con i suoi abitanti”, ha detto il sindaco di Belpasso, Carlo Caputo.
Il primo cittadino ha inoltre chiarito i margini di intervento dell’ente locale: “Come Comune, possiamo al momento solo attendere che la proprietà dei parchi adempia alle prescrizioni indicate dalla Procura in merito alla bonifica delle aree e alla dotazione degli impianti di depurazione. Per quanto di nostra conoscenza, la proprietà ha già presentato istanza di autorizzazione ambientale, e la Città Metropolitana ha richiesto un’integrazione documentale. Siamo fiduciosi che si possa presto trovare una soluzione nell’interesse di tutti.”
L’Amministrazione Comunale continuerà a monitorare l’evolversi della situazione, auspicando una rapida conclusione dell’iter autorizzativo che consenta la riapertura delle strutture e la ripresa delle attività economiche connesse.
“Il futuro di 200 lavoratrici e lavoratori del parco acquatico di Etnaland non può rimanere in bilico: le istituzioni e le parti sociali devono fare fronte comune per garantire i livelli occupazionali. Ringraziamo il presidente Fabrizio Ferrara e i componenti della V commissione Ars per averci ascoltato e aver manifestato disponibilità a lavorare insieme nell’interesse dei dipendenti”, dicono Giuseppe Badagliacca (Cisal Sicilia) e Giovanni Lo Schiavo (Cisal Catania) alla guida della delegazione sindacale audita in commissione e composta anche da Rita Notarstefano, Gaetano Aiello e Pietro Scalia.
“Dopo l’incontro col presidente dell’Ars Gaetano Galvagno – continuano – abbiamo espresso anche in commissione la nostra preoccupazione per i lavoratori. Abbiamo inoltre avanzato la proposta di istituire un tavolo alla Prefettura di Catania per seguire l’evolversi di una situazione che rischia di avere contraccolpi sull’economia di tutto il territorio”.