giovedì, 24 Settembre 2020

Di Dio: donne protagoniste della nuova ‘economia della bellezza’

“La ricerca Confcommercio Unioncamere presentata oggi in occasione del nostro 4° Forum di Terziario Donna a Palermo ci ha dato risultati sorprendenti per quello che è l’impegno e la presenza delle donne che fanno impresa nel turismo”. Lo ha detto Patrizia Di Dio, presidente nazionale Terziario Donna e presidente Confcommercio Palermo nel corso del 4° Forum Terziario Donna di Confcommercio dal titolo “Donne motore della ripresa – L’Economia della Bellezza” che si è svolto oggi al Grand Hotel Villa Igiea di Palermo.

“Nel secondo trimestre del 2017 – ha sottolineato – in Italia sono presenti oltre 459 mila imprese che svolgono attività turistiche, pari al 7,6% delle imprese totali. Di queste il 29,7% – quasi 1 su 3 – sono gestite da donne. Donne che sono calate in questa ‘economia della bellezza’ che si esprime con la cultura d’impresa che sa guardare lontano e che promuove comportamenti virtuosi sempre più attenti all’individuo e alla comunità, permeata delle specificità femminili di cura, visione dell’altro, ‘ricerca di senso’, coraggio, istinto ecologico, cultura, relazioni, solidarietà”.

La presidente di Terziario donna ha quindi spiegato che “apprezza molto il lavoro del ministro Franceschini perché è in linea con un indirizzo di sviluppo delle città e del turismo non indistinto e nello stesso tempo tutela il nostro patrimonio identitario, visto che non solo per i monumenti, per l’arte, per i paesaggi , è attrattiva l’Italia ma anche per tutto il nostro sistema di negozi, di botteghe e di realtà piccolo imprenditoriali che caratterizzano i nostri centri storici, altro patrimonio unico al mondo”.

“La ripresa – ha concluso Patrizia Di Dio – deve partire da questo immenso patrimonio materiale di Bellezza unito al patrimonio immateriale di Bene Essere. L’arte, il paesaggio, la cultura, la tecnologia, la qualità, il cibo, la musica, ma anche il saper vivere, la capacità di mettersi in relazione con l’altro per quella che chiamiamo economia del nuovo umanesimo anzi del womanesimo”.

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