Etnaland sotto sequestro, a rischio il turismo dell’intero territorio


Monta il caso sulla chiusura di Etnaland, posto sotto sequestro preventivo lo scorso mese di febbraio nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica su presunte violazioni di natura ambientale.

Il timore di una chiusura prolungata, alimentato anche dalla home page del parco divertimenti che alla voce calendario mette un generico “Coming Soon” (vedi foto), rischia di avere conseguenze pesanti all’avvio della stagione estiva non soltanto per l’azienda, ma anche per centinaia di lavoratori stagionali e dell’indotto turistico di Belpasso e dell’intero territorio.

Per questo motivo, la Cisal Catania attraverso il dirigente Giovanni Lo Schiavo, ha lanciato un appello alle istituzioni chiedendo un intervento immediato. Secondo il sindacato, il blocco delle attività potrebbe compromettere l’attivazione dei contratti stagionali, che rappresentano la parte principale della forza lavoro impiegata dal parco durante il periodo estivo. Inoltre, il timore espresso dalla Cisal riguarda soprattutto l’effetto domino che il sequestro potrebbe provocare sull’economia locale. Etnaland, infatti, rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della Sicilia orientale e ogni anno richiama migliaia di visitatori, generando lavoro non solo al suo interno ma anche per le attività ricettive, commerciali, ristorazione, trasporti e servizi collegati.

Per questo motivo il sindacato ha chiesto un incontro urgente al sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, con l’obiettivo di aprire un confronto istituzionale sulla vicenda, anche se lo stesso primo cittadino si è dichiarato “impotente” rispetto agli sviluppi giudiziari, precisando che non rientra nelle competenze del Comune fornire informazioni sul caso, trattandosi di un’indagine coperta da segreto istruttorio e gestita dalla Procura della Repubblica e dai soggetti coinvolti, tra cui la proprietà del parco.

Intanto sui social impazza la polemica con diversi operatori dell’indotto che denunciano “l’ennesimo disastro sociale ed economico per l’intera provincia di Catania”. ​”Apporre i sigilli a tutto il parco e bloccare le attività a ridosso della stagione estiva – si legge su diverse pagine Facebook – significa una cosa sola: lasciare migliaia di famiglie senza pane. ​La Regione non può restare a guardare. Si doveva pretendere la nomina immediata di un amministratore straordinario o un commissario della Regione, capace di affiancare la magistratura, avviare immediatamente le bonifiche necessarie e, al tempo stesso, mantenere il parco aperto e operativo”.

Per la pagina FB Cosa fare in Sicilia, “la chiusura di Etnaland non è soltanto una vicenda giudiziaria o amministrativa. È un terremoto sociale che rischia di travolgere lavoratori, imprese e un intero territorio che vive già enormi difficoltà economiche”.

Intanto il consigliere d’opposizione del Comune di Belpasso, Mario Pulvirenti, annuncia che nei prossimi giorni presenterà in Consiglio Comunale un’interrogazione urgente al sindaco e all’amministrazione per sapere quali iniziative siano state intraprese e quali interlocuzioni siano state avviate con Regione, Prefettura e soggetti competenti; la richiesta formale di un tavolo istituzionale urgente con Regione Siciliana, Prefettura e tutte le parti interessate, per individuare soluzioni concrete che tutelino il lavoro e diano tempi certi al territorio; accesso agli atti e verifiche amministrative, per chiarire ogni eventuale responsabilità o ritardo che abbia aggravato questa situazione.

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