mercoledì, 2 Dicembre 2020

Fondi ponte Stretto a rischio, Camera approva mozione Idv

Sarà finanziato il trasporto pubblico locale. Ma scoppia la polemica tra Matteoli e Misiti

Ora la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina corre seri rischi. Con l'astensione della maggioranza, la Camera ha approvato una mozione dell'Idv che, per finanziare interventi per il trasporto pubblico locale, impegna il governo "eventualmente" a sopprimere i finanziamenti per il ponte sullo Stretto. Ed è subito polemica. Sul testo il viceministro Aurelio Misiti aveva chiesto una riformulazione. Tuttavia, pur avendo l'Idv riposto picche, l'esecutivo ha mantenuto comunque il parere favorevole così come per tutte le altre mozioni, in modo da evitare di andare 'sotto' in considerazione delle assenze nei banchi della maggioranza.
La mozione approvata a Montecitorio impegna politicamente il governo "alla soppressione dei finanziamenti che il Governo ha previsto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a 1 miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l'esecuzione – a partire dal 2012 – di aumenti di capitale della società Stretto di Messina spa".
Eppure, nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture Matteoli aveva ribadito che il ponte sullo Stretto "resta una priorità" e verrà realizzato "a prescindere dall'eventuale finanziamento della Ue". Per questo, poco dopo il voto, Matteoli si affretta a puntualizzare che "evidentemente il viceministro Misiti ha espresso un parere a titolo personale, che non corrisponde a quanto pensa il Governo né tantomeno il sottoscritto". E Misiti precisa a sua volta che "nel dare il parere a nome del Governo" alla mozione dell'Idv, ha "proposto una riformulazione che escludesse il ricorso a fondi della società Stretto di Messina spa. La riformulazione non è stata accolta ma si è lasciata al governo la discrezionalità di trovare tali fondi. Pertanto è da escludere categoricamente che il governo possa scegliere di non realizzare il Ponte sullo Stretto".
Una linea condivisa anche dalla Società Stretto di Messina e dai quattro deputati di Mpa secondo cui "i fondi restano", perché "la soppressione dei finanziamenti sarebbe giuridicamente impossibile ed economicamente insostenibile".
Secondo il governatore siciliano Raffaele Lombardo, "il Ponte sullo Stretto si dovrà realizzare sia perché la parte più consistente del capitale viene dai privati e l'investimento si dovrà fare con il metodo del project financing, sia perché si sono già investite molte risorse".
Ma l'Idv reclama il "rispetto del no del Parlamento al ponte sullo Stretto, destinando le risorse al trasporto pubblico locale".

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