sabato, 17 Aprile 2021

Salta il progetto per trasformare la Colombaia di Trapani in hotel lusso

“No” del Dipartimento dei Beni culturali della Regione alla concessione a privati del castello della Colombaia di Trapani. La commissione  di gara, infatti, ha escluso pure la ditta Gianluca Seidita di Palermo, un’impresa che, scrive Gds.it, pare faccia riferimento a un’importante catena alberghiera spagnola, che si era aggiudicata la prima fase dell’assegnazione del bando.

L’assegnazione definitiva, infatti, sarebbe dovuta passare attraverso altre due fasi. Per la materiale consegna dell’immobile all’impresa palermitana, si sarebbe trattato, nella fattispecie, di stabilire la durata della concessione ed il canone di affitto che essa (eventualmente anche assieme ai suoi riferimenti spagnoli) avrebbe dovuto pagare.

Responsabile Unico del Procedimento era stato l’architetto Luigi Biondo, allora direttore del Polo museale di Trapani e oggi del Museo regionale di Arte moderna e contemporanea Riso di Palermo.

Il bando di gara a procedura aperta per l’affidamento a privati dell’immobile venne pubblicato nell’agosto del 2018 – ricorda il Giornale di Sicilia – e specificava soltanto che la durata della concessione sarebbe stata da un minimo di 6 ad un massimo di 50 anni e non prevedeva una base d’asta. Ma era stato indetto con l’obiettivo del recupero dello storico Castello di mare e della sua valorizzazione nell’ambito di un programma di sviluppo del turismo sostenibile legato alla cultura dell’ambiente costiero e del mare. Condizioni che, evidentemente, non sono state riscontrate in nessuna delle tre offerte che inizialmente erano pervenute.

Secondo quanto scrive il quotidiano locale Tp24.it, l’inghippo nasce, nella progettazione, da alcune suite che erano state collocate dentro la torre, la parte antica del monumento. Ebbene, nel capitolato era previsto, chiaramente, che la parte centrale e antica della Colombaia non potesse essere adibita alla realizzazione di suite o residence. E questa prescrizione pare (sono tutte informazioni non ufficiali apprese da Tp24) non si stata rispettata. Quindi è intervenuta la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani che ha bloccato il progetto.

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