mercoledì, 2 Dicembre 2020

Con il ‘Wwoof’ turismo, natura e sostenibilità vanno a braccetto

Prestare il proprio lavoro in campagna in cambio di ospitalità. Si tratta del  Wwoof -World wide opportunities on organic farm. 

L’idea è quella di mettere in rete fattorie biologiche che offrono vitto e alloggio in cambio di aiuto.

C’è chi fa wwoofing solo nel fine settimana, per staccare da un ritmo stressante, c’è chi decide di prendersi qualche mese e sperimentare una realtà fatta di ritmi naturali, contatto con la natura e senso della comunità e condivisione. In Italia le strutture dove si può praticare questa attività sono circa 700, da Nord a Sud.

Sono 30 le aziende in Sicilia che hanno aderito alla rete rappresentando un turismo rurale e sostenibile. Catania e Ragusa sono le province con più strutture per wwoofers con sei strutture, tra aziende biologiche, ruderi recuperati e casolari restaurati.

Sull’Etna, si può scegliere di raccogliere l’uva o avocadi mentre a Ragusa, un gruppo di ragazzi tedeschi e francesi offre “un distaccamento della vita di consumo totale, dallo stress, dall’ultima moda, dal rumore delle machine”.

A Palermo e provincia, che ha messo in rete sei aziende, si può optare se raccogliere olive a Petralia Sottana o frutti biologici vicino Mondello.

Nella filosofia del wwofing è importante l’aspetto conviviale del cibo che viene preparato e gustato insieme agli ospiti.

Non mancano le passeggiate nella natura, come la fattoria vicino Modica che include anche la visita a Pantalica, Cavagrande o altri siti d’interesse naturale.

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