mercoledì, 8 aprile 2020

Palermo, in 8 anni alberghi, bar e ristoranti a +45% nel centro storico

Tra il 2008 e il 2016, a Palermo, le attività legate alla ricettività turistica come alberghi, bar e ristoranti hanno registrato un +45,1% nel centro storico e un +8,4% fuori dal centro storico. Lo rileva lo studio di Confcommercio nazionale dal titolo “Imprese e Città. Demografia d’impresa nei centri storici italiani”.

L’indagine fotografa un cambiamento dei centri storici dove le luci dei negozi si spengono sempre più spesso e alle saracinesche abbassate si sostituiscono i banchi dei venditori ambulanti, specialmente al Sud. Dal 2008 al 2016 in 40 comuni di medie dimensioni le attività commerciali al dettaglio con sede fissa nel centro storico sono calate infatti del 14,9%, mentre quelle ambulanti sono aumentate del 36,3%. “Così si riduce la qualità della vita dei residenti e l’appeal turistico delle nostre città. Senza i negozi non c’è luce, non c’è bellezza e non c’è sicurezza”, sottolinea il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

“Il dato che emerge su Palermo dall’analisi di Confcommercio nazionale è la destrutturazione del commercio in genere – osserva la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio -. Le aziende e le imprese vanno via dal centro anche per i canoni di locazione che in centro storico sono evidentemente più alti, dunque il commerciante, come l’imprenditore, viene inevitabilmente scoraggiato”.

Confcommercio chiede quindi al Governo di adottare efficaci misure di agevolazione fiscale per favorire l’apertura e la sopravvivenza delle attività commerciali nei centri storici. E propone alle associazioni dei proprietari immobiliari di avviare un percorso comune per la revisione delle formule contrattuali e la riduzione dei canoni di locazione commerciale.

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