La Sicilia al Vinitaly brinda al wine travel con 23 TO esteri
16 Aprile 2026, 11:02
Il Vinitaly si riconferma un momento strategico per le cantine siciliane che attirano un turismo esperienziale sempre più ricercato per globetrotter che atterrano sull’Isola per godere della sua ricchezza enogastronomica e del suo patrimonio naturale, storico e artistico.
Che la Sicilia sia una meta enoturistica dalle alte potenzialità al Padiglione 2 del Vinitaly 2026 lo rivela non solo la presenza di 164 cantine, di cui ben 28 biologiche – provenienti da ogni angolo dell’Isola che vanta 7 siti patrimonio Unesco – ma anche la mostra “Millenni di storia e di vino. Le rotte del vino nel Mediterraneo” e le specialità gastronomiche degustate da migliaia di visitatori.
A far emergere l’identità della Regione Siciliana è stato anche lo “Speed date walkaround”, organizzato dall’assessorato per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea della Regione Siciliana in sinergia con l’Istituto dell’Olio e del Vino della Regione Siciliana (Irvo) che per la prima volta al Vinitaly ha messo a confronto 33 cantine con 23 tour operator che operano in USA, Canada, Brasile, India, Thailandia, Singapore, Malesia, Indonesia, Giappone, Hong Kong, Taiwan, Australia ed Europa.
La narrazione dell’identità dei vini di Sicilia passa da degustazioni e visite in vigna per stupirsi della storia e dell’expertise custodite in ogni cantina, da luxury travel e wine tour che accostano al calice quei luoghi naturali autentici e di cultura di una Sicilia tutta da scoprire: l’hospitality in dimore storiche e il food pairing per gustare abbinamenti gastronomici inconsueti, l’assaggio di annate storiche e di bottiglie numerate, le esperienze immersive pensate su misura per team building ed esigenti wine lover.
“Abbiamo puntato sull’enoturismo come leva vincente per far conoscere meglio, attraverso incontri B2B, le cantine immerse nei particolari territori della Sicilia – ha spiegato il direttore Irvo Vito Bentivegna – questo incontra quel segmento di consumatori, sempre più ampio, alla ricerca del turismo esperienziale, che ama il vino e vuole scoprirne il valore anche contestualizzandolo al luogo d’origine, alla bellezza culturale e naturale del territorio di produzione”.