giovedì, 2 Febbraio 2023

Concessioni demaniali marittime, focus a Palermo

“Le concessioni demaniali marittime turistico-ricreative e portuali” è il titolo del convegno promosso dall’Università di Palermo che si svolgerà il 10 gennaio alle 9.30 nell’aula magna del Dipartimento di scienze politiche (via Maqueda 324, Palermo). I lavori saranno aperti dal direttore del dipartimento Costantino Visconti, alla presenza del ministro del mare Nello Musumeci, dell’assessore regionale al territorio e ambiente Elena Pagana, del presidente dell’Autorità portuale di Palermo Pasqualino Monti e del presidente della Camera di Commercio di Palermo Alessandro Albanese. La relazione d’apertura sarà a cura di Gaetano Armao, docente di diritto amministrativo all’Università di Palermo e promotore del convegno. Seguiranno gli interventi di Antonio Barone (Università di Catania), Loredana Giani (Università di Roma), Maria Immordino (Cga Sicilia), Nicola Romana (Università di Palermo) e Fabrizio Tigano (Università di Messina).

“La complessa tematica delle concessioni demaniali marittime è divenuta di estrema attualità, sia a livello nazionale che regionale, per le delicate questioni di diritto europeo insorte, ma anche per la rilevanza economica del settore, significativa soprattutto nell’isola – recita la presentazione del convegno -. La procedura di infrazione sul regime italiano di assegnazione delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative della Commissione europea risale al 2008. Da lì tentativi di rinvio da parte dei legislatori di Stato e Regione, ai quali una legge nazionale (la 118/2022) ha posto fine, dopo reiterati provvedimenti sollecitati da giudici amministrativi e penali, prevedendo tempi stretti (2023-24) per gare e scadenza delle concessioni. A fine 2022 l’aumento del 25% dei canoni concessori, mentre si preannuncia un ricorso alle Sezioni unite della Cassazione contro le sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. L’obiettivo del convegno è quello di esaminare e possibilmente delineare il contesto ordinamentale entro il quale potrà intervenire il legislatore, a partire dalle preannunciate iniziative sul decreto milleproroghe all’esame delle Camere”.

News Correlate