domenica, 15 dicembre 2019

Le Vie dei Tesori sempre più traino per il turismo: il 42% sceglie la Sicilia per il Festival

Chiude sfiorando i 404 mila visitatori la tredicesima edizione de Le Vie dei Tesori dedicata all’assessore ed archeologo Sebastiano Tusa. In totale si sono registrate 272 mila persone a Palermo – ancora in crescita rispetto allo scorso anno – quasi 26 mila a Catania (messa a dura prova dal maltempo), oltre 24 mila nel ragusano, oltre 77 mila nelle altre dieci città siciliane alla fine di settembre (Trapani, Marsala, Sciacca, Sambuca di Sicilia, Naro, Caltanissetta, Messina, Acireale, Siracusa, Noto); e 4200 a Mantova, dove il festival è ritornato per un’edizione “gioiello” che ha ospitato la riapertura (molto attesa) del palazzo del Podestà.

Secondo la stima di OTIE – Osservatorio sul Turismo delle isole europee, guidato a Giovanni Ruggieri – che ha studiato soprattutto l’effetto “Palermo”, a Le Vie dei Tesori, rispetto all’edizione precedente, sono giunti più turisti (57,8%) rispetto ai cittadini: insomma il festival aumenta di anno in anno la sua capacità di attrazione. E non delude, visto che il 91% degli intervistati si dice molto “soddisfatto” del programma e il 96% consiglia di visitare Palermo durante la manifestazione; e il 62%, la consiglierebbe come meta di un prossimo viaggio. Da notare che è aumentato anche il numero di “affezionati”, ovvero di gente che ha deciso di ripetere l’esperienza e ritornare a Palermo per il festival: il 40% dei visitatori ha già partecipato ad almeno due edizioni. Ed è molto interessante scorrere i dati che investono l’interesse dei turisti: il 42% è arrivato a Palermo per partecipare a Le Vie dei Tesori.

Tra le altre città coinvolte – tranne Catania che chiude sfiorando i 26 mila visitatori in 50 siti lungo 5 weekend, con un incremento del 55% – , fa un balzo in avanti Trapani che l’anno scorso aveva avuto un ottimo debutto, ma quest’anno supera i 16.500 visitatori; poi Ragusa (11.098) e Messina (11.086); Caltanissetta fa un volo in avanti (e chiude a 10.566), tallonata da Siracusa (10.326); poi Marsala, Noto, Scicli, Modica, Sciacca, Naro, Sambuca e Acireale. In percentuale, sia Caltanissetta che Siracusa hanno un aumento del 46%.

Diversi posti sold out ancor prima dell’inizio del festival, sono piaciute molto le esperienze e le visite teatralizzate. In migliaia per le passeggiate e gli studi d’artista, oltre quattromila bambini per i laboratori. Il sito internet della manifestazione è stato visitato da quasi 400 mila utenti unici con 5 milioni e mezzo di pagine viste da tutto il mondo, soprattutto Stati Uniti, Germania e Francia.

Complessivamente questa edizione de Le Vie dei Tesori ha sviluppato un indotto di 5 milioni e mezzo in tutta l’Isola, di cui oltre 3 milioni solo a Palermo.

Come è ormai un’abitudine, da due edizioni il festival chiede ai suoi follower di votare on line (entro il 30 novembre su www.leviedeitesori.it) per scegliere i tre tesori da restaurare. A Palermo, “concorrono” le due imponenti sfingi settecentesche in pietra di Billiemi, all’entrata del Gymnasium dell’Orto Botanico; e l’antica porta della città, conservata nei magazzini della Soprintendenza. Catania propone il portale ligneo settecentesco interno della chiesa di san Benedetto; all’Inda di Siracusa in lizza l’affresco di Amorelli a Palazzo Greco e dieci manifesti delle tragedie realizzati tra gli anni ’50 e ’60. Gli ultimi due “candidati” arrivano da Marsala – la cupola del famoso campanile del Carmine, uno dei siti più curiosi aperto dal festival, per sole due persone alla volta – e, da Trapani, un olio su tavola conservato nella Cappella della Mortificazione.

 

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