Il mio hotel non morirà! il messaggio di Andrea Stancato del Mercure Palermo

Arriva un messaggio di speranza da Andrea Stancato, direttore del Mercure Palermo, tra l’altro proprio la struttura in cui si registrarono i primi casi di coronavirus in Sicilia. Sin dall’inizio Stancato e i suoi collaboratori hanno dato una lezione di ospitalità a tutta l’Italia, non lasciando mai da soli il gruppo dei 29 turisti bergamaschi all’interno del quale scoppiò un piccolo focolaio di covid-19. Ospiti che rimasero in quarantena all’interno dell’albergo ‘coccolati’ dal direttore e da tuto il persona, seppure a distanza. E oggi Stancato lancia un altro messaggio di fiducia che volentieri pubblichiamo e che speriamo possa essere da incitamento e di buon auspicio per tutti i lavoratori del turismo.
Siamo circondati da notizie terrificanti. Siamo atterriti, spaventati, desolati, abbandonati.
Pensiamo se riaprire i nostri alberghi oppure no, se mantenere il personale o meno.
Io invece NO!!!
Io vi dico che il turismo non morirà e nemmeno impiegherà tanto tempo a tornare in corsa.
Magari un po’ più lentamente, magari, soprattutto all’inizio, con modalità differenti, ma non morirà.
È un momento molto impegnativo e potrebbe sembrare impossibile trovare soluzioni, ma non molliamo!!!
Chi chiuderà oggi, era già in difficoltà prima.
Chi ha saputo fare un corretto controllo di gestione, non morirà.
Chi ha saputo diversificare il suo mercato, non morirà.
Chi potrà contare sulle persone che ha accanto non morirà.
Chi ha sempre avuto a cuore i suoi clienti e soprattutto i suoi collaboratori non morirà. Non morirà perché avrà qualcosa in più degli altri: il cuore.
Chi ha usato il cuore, oltre che le tecniche, darà nuovo valore a tutto il settore e soprattutto, non morirà.
Conosco imprenditori, che oggi hanno 10 camere occupate in albergo: pernottamento, colazione, pranzo, cena. Io ho 6 camere e continuo a ricevere richieste.
Non chiudiamo le porte dei nostri alberghi: sforziamoci di trovare una soluzione per poter restare a galla ora e risorgere poi nei prossimi mesi. Abbiamo la responsabilità di non mollare. Se si molla è solo perché lo abbiamo deciso noi!!!
Noi siamo responsabili di tutte le persone che si sono affidate a noi, di tutte le persone che credono in noi!!! Facciamo un passo indietro e rimbocchiamoci le maniche: prepariamo noi le colazioni, facciamo i turni, cambiamo una lampadina, prendiamoci in mano le nostre strutture nel vero senso della parola: stiamo più attenti, sacrifichiamoci, apriamo solo un piano o due, fosse solo una camera, ma non chiudiamo. Proviamoci almeno.
Restando a casa, a piangere, chiusi e sconsolati, di certo non risolviamo nulla. Sperare che qualcuno ci lanci dei soldi da una mongolfiera, ci schiaccerà. Per non parlare poi delle persone, che confidano in noi: dobbiamo incoraggiarle, dobbiamo tranquillizzarle, dobbiamo prenderle in braccio.
“Tutto passerà…per ora ci penso io… per qualche tempo aspetta, che presto passerà”
Così, delicatamente, come faremmo con un bambino, prendiamoci cura dei nostri collaboratori, perché tra poco si riparte e noi avremo, ancora una volta, bisogno di tutti loro.
Il nostro sacrificio di oggi sarà la spinta per la ripartenza di tutti”.

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