lunedì, 30 Novembre 2020

Fase 2, Sicilia a un bivio: l’importanza di essere destinazione covid-free

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’opinione di Alfonso Cerreti, hotel manager del Sicilia’s Residence Hotel – Art & Spa di Acitrezza.

Da settimane attendiamo con ansia le famose indicazioni e procedure atte a una programmazione finalizzata a salvare il salvabile di questa disastrosa stagione. Queste indicazioni sembrerebbero, da sole, poter cambiare il mondo. Ma non è così. E l’attesa inerme della Regione sta completamente portando alla disperazione migliaia di operatori che hanno speso la loro vita per tenere in piedi le proprie attività. Dalle guide ai tour operator, passando per gli hotel, nessuno escluso! Vorrei provare a ricordare, a chi dovrà prendere le opportune decisioni, che il turismo è fatto di percezione. La leva di marketing su cui si basa il turismo, infatti, a differenza della grande distribuzione, è “la capacità di generare il bisogno di viaggiare”. Cosa che non è per forza obbligatorio avere, specie in un momento come questo!

Oggi il turista deve soddisfare la sua più grande necessità: la sicurezza. La politica regionale dovrebbe spendersi, una volta raggiunto il famoso indicatore epidemiologico R0, per garantire una destinazione COVID FREE.
Emirates e altre compagnie aeree stanno già sperimentando il test veloce al check-in e, dalle prime esperienze, emerge che i viaggiatori siano stati anche ben contenti di sottoporsi a un test che in dieci minuti ha dato loro la serenità.
Se devo adottare misure per garantire che chi arrivi in Sicilia trovi una regione sicura, devo controllare chiunque si imbarchi. La Regione siciliana potrebbe imporre alle compagnie aeree il controllo con test veloci ai check-in; credo che chiunque di noi sarebbe contento di sapere che stia bene, pagando qualcosa in più! I test non sono certamente infallibili, ma almeno avremmo un minimo di copertura. I costi dei controlli potrebbero anche essere in qualche modo condivisi con le compagnie aeree e resi obbligatori anche per voli domestici, che presumibilmente verranno riaperti il mese prossimo.

La Regione siciliana ha avuto la fortuna e capacità di gestire i contagi. Se è questa stagione a cui stiamo puntando, aspettare direttive nazionali sul da farsi, in una nazione che per peculiarità territoriali e impatto dei contagi non può essere uniformata, sarà un’attesa vana! Nessuna indicazione calata dal governo centrale potrà garantire la sensazione di arrivare in un territorio sicuro; così come siamo noi, operatori, a dover garantire nelle nostre strutture la sicurezza con sanificazioni degli ambienti e, soprattutto, con controlli sul personale e sulla clientela, la quale deve e vorrà essere informata sulle procedure applicate in hotel. Una comunicazione chiara e completa sarà una leva fondamentale per tutti in questo momento.

Si sente parlare in questi giorni di voucher soggiorni e di acquisti della regione di notti in hotel e servizi a terra. Chiunque comprenderà che questa leva è a favore dell’offerta, mentre la crisi è della domanda! Serve comunicazione sotto ogni aspetto, serve informare e formare, serve assistere gli operatori nella gestione del loro servizio in sicurezza e far percepire la garanzia di un territorio COVID FREE.

In buona sostanza, ciò che penso è che, se un turista ha paura per sé stesso e per la sua famiglia, puoi anche regalargli una settimana in Sicilia… non verrà! Ricordiamoci che a livello internazionale, l’Italia è vista in maniera univoca, i grandi player vendono l’Italia, il viaggiatore di medio e lungo raggio non legge i confini regionali e l’Italia in questo momento è vista come un enorme focolaio. Bisogna investire in comunicazione, bisogna esaltare i nostri caratteri distintivi e dare sostegni concreti alle aziende, costrette a chiudere ma a continuare a pagare tasse e bollette. E, adesso, anche la beffa: indebitarsi per ripartire, dopo aver coperto le posizioni debitorie pregresse e pagato corpose commissioni di istruttoria alle banche. Il governo regionale deve avere il coraggio di fare le proprie scelte in autonomia, cosa stiamo aspettando?

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