A Capo d’Orlando summit sulla portualità turistica del futuro
24 Giugno 2026, 12:32
Capo d’Orlando Marina ha ospitato la terza tappa 2026 dei Blue Marina Awards, su “Marina e cambiamenti climatici. Sicurezza, resilienza e gestione ambientale per la portualità turistica del futuro”. Una mattinata di confronto ad alta intensità, costruita non come sequenza di interventi formali, ma come talk operativo tra istituzioni, ricerca scientifica, imprese e rappresentanti della filiera nautica e portuale.
Al centro, una domanda ormai decisiva per il futuro dei porti turistici italiani: come possono i marina affrontare concretamente gli effetti del cambiamento climatico, proteggere persone e infrastrutture, migliorare la gestione ambientale quotidiana e diventare presìdi resilienti dei territori costieri?
Nel panel dedicato al clima sono intervenuti Ilenia Belviso, Ricercatrice CNR, Franco Cannavò per l’Ordine Regionale dei Geologi, e Marko Petelin, CEO di Infordata Sistemi, portando al centro del dibattito il tema dei dati climatici, dell’erosione costiera, delle mareggiate, dell’innalzamento del livello del mare e della necessità di trasformare la conoscenza scientifica in strumenti di prevenzione e pianificazione.
La sessione sulla sicurezza e resilienza ha visto il contributo di Vito Clemente, direttore generale Capo d’Orlando Marina, e di Antonino Sutera, esperto di ingegneria marittima e costiera, con un focus sulle criticità operative che i marina devono presidiare di fronte a eventi meteo-marini sempre più intensi: vento, mareggiate, allagamenti, continuità dei servizi, protezione degli asset e sicurezza delle persone.
La parte conclusiva ha portato il confronto sulla sostenibilità quotidiana dei marina, quella che si misura nelle scelte operative di ogni giorno: prodotti, processi, qualità dell’acqua, digitalizzazione, energia, consumi e gestione idrica ed economia circolare.
“Capo d’Orlando ha dimostrato che i marina italiani possono essere molto più di infrastrutture nautiche: possono diventare piattaforme territoriali capaci di generare sicurezza, qualità, sostenibilità e valore per le comunità costiere. I Blue Marina Awards nascono per accompagnare questo passaggio con un metodo oggettivo, fondato su KPI, evidenze e verifica indipendente. La sfida non è più solo dichiarare attenzione all’ambiente o alla qualità, ma dimostrarla, misurarla e trasformarla in miglioramento concreto”, dice Walter Vassallo, Fondatore e Presidente Blue Marina Awards.
Per ASSONAT-Confcommercio, Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici, il tema della resilienza climatica e della crescita strutturata dei marina rappresenta una priorità sempre più centrale.
“La portualità turistica italiana ha bisogno di strumenti capaci di valorizzare il ruolo dei marina come infrastrutture strategiche per il turismo, la sicurezza e l’economia dei territori costieri. Percorsi come i Blue Marina Awards aiutano il settore a crescere in modo misurabile, favorendo una cultura gestionale basata su responsabilità, prevenzione e qualità verificabile”, aggiunge Calogero Marino, Consigliere ASSONAT-Confcommercio.
“Ospitare a Capo d’Orlando Marina questa terza tappa dei Blue Marina Awards ci ha permesso di accendere i riflettori su una priorità assoluta per la portualità turistica del futuro: la risposta ai cambiamenti climatici attraverso la sicurezza, la resilienza e la gestione ambientale. Oggi i marina non possono più essere considerati solo come semplici infrastrutture di ormeggio, ma devono essere intesi come veri e propri presìdi strategici, economici e di salvaguardia dei territori costieri.
Il confronto odierno ha tracciato una rotta chiarissima: per proteggere le nostre strutture, garantire la continuità operativa e tutelare le persone, dobbiamo imparare a leggere i rischi climatici partendo dai dati e dalla ricerca scientifica, trasformando la sostenibilità in una pratica quotidiana, concreta e misurabile”, conclude Giuseppe Mangano, presidente società Porto Turistico di Capo d’Orlando SpA.
Dalla tappa di Capo d’Orlando emerge un messaggio netto: i cambiamenti climatici non sono più uno scenario futuro, ma una variabile gestionale già presente. Per questo i marina sono chiamati a dotarsi di dati, procedure, tecnologie, competenze e strumenti di valutazione capaci di rendere la resilienza una pratica concreta.
La chiusura dell’evento ha rilanciato la call to action dei Blue Marina Awards per il 2026: accompagnare porti e approdi turistici in un percorso di crescita fondato su misurazione, evidenze e miglioramento continuo. I marina che vogliono affrontare con metodo le sfide della sostenibilità, della sicurezza, dell’innovazione, dell’accoglienza e della relazione con il territorio possono aderire al percorso Blue Marina Awards e diventare protagonisti della nuova portualità turistica italiana.
Per tutti i porti e approdi turistici che intendono partecipare c’è tempo fino al 31 luglio 2026: https://www.bluemarinaawards.com/v-edizione-blue-marina-awards.