martedì, 22 Settembre 2020

I borghi sono la nuova frontiera del turismo siciliano

Taormina e la Valle dei Templi? Macché. La Sicilia è pronta a conquistare le nuove ondate di turisti provenienti dall’Oriente e dall’America con i suoi piccoli borghi e un’ospitalità più a misura di turista a caccia anche di tradizioni e sapori tipici.

Non è casuale, dunque, la corsa delle mini-città più suggestive dell’Isola per entrare nei “Borghi più belli d’Italia”. L’associazione ha stabilito che in tutta Italia non dovranno esserci più di 250 Comuni insigniti del riconoscimento. Oggi, i Borghi più belli sono 249 e la corsa per l’ultimo posto è affollata: in Sicilia si sfidano Mistretta, Buccheri e Forza d’Agrò oltre ad altri piccoli comuni che hanno avviato l’iter.

Per entrare a fare parte della lista occorre rispettare prescrizioni precise e rigidissime: in Sicilia i comuni riconosciuti borghi più belli sono 17: Castelmola (Me), Castiglione di Sicilia (Ct), Castroreale (Me), Cefalù (Pa), Ferla (Sr), Gangi (Pa), Geraci Siculo (Pa), Montalbano Elicona (Me), Novara di Sicilia (Me), Palazzolo Acreide (Sr), Petralia Soprana (Pa), Sambuca di Sicilia (Ag), San Marco d’Alunzio (Me), Savoca (Me), Sperlinga (En) e Sutera (Caltanissetta).

A questi si aggiunge Erice in qualità di ospite onorario per il 2015. La cittadina trapanese, infatti, supera la soglia dei 15mila abitanti: condizione necessaria per potersi fregiare del titolo di borgo. “Ma Erice è talmente bella che per un anno farà parte del club come una sorta di testimonial”, spiega a La Sicilia Giuseppe Simone, ex sindaco di Montalbano Elicona e vicepresidente nazionale dell’associazione I borghi più belli d’Italia.

Ma una volta ottenuto il titolo, bisogna anche difenderlo. Lo scorso anno, per esempio, Brolo è stata depennata perché non ha rispettato alcune regole come la cura di alcuni locali nei pressi del suo storico castello. Sperlinga, invece, è rimasta esclusa per 3 anni ma oggi è rientrata in lista.

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