Grandi gruppi alberghieri e del lusso per il dopo Italo-Belga?


A Palermo non si parla d’altro ma evidentemente la notizia ha scavalcato lo Stretto e anche la Manica: lo stop alle concessioni della Italo-Belga è finito sulle pagine del quotidiano inglese The Guardian con un approfondimento alla “fine” di un rapporto ultracentenario tra la società e uno dei litorali simbolo della Sicilia,

Su cosa accadrà adesso al litorale tanto amato da palermitani e turisti aleggiano molte incognite: tant’è che adesso Ismaele La Vardera sollecita il sindaco e il consiglio comunale a fare il passo successivo: votare il prima possibile il piano di utilizzo delle aree demaniali marittime (Pdum) per fare partire in tempo la stagione balneare.

Ma la strada non appare così semplice, osservano alcuni esperti di giustizia amministrativa contattati dall’ANSA. Una eventuale impugnativa da parte di un qualsiasi operatore balneare o della Italo-belga del Pdum – che prevede 7 lotti di spiaggia libera e altrettanti da assegnare ai privati che potranno al massimo richiederne due – aprirebbe un contenzioso dai tempi non prevedibili. Così come non si prospetterebbero brevi i tempi nel caso in cui l’Italo-belga dovesse fare ricorso al Tar. Si parla dei primi di luglio per la sentenza in appello del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) per la Regione Siciliana, che verrebbe interpellato da una delle controparti a seconda del giudizio di primo grado.

Aspetti giudiziari che condizionerebbero non poco quei balneari che potrebbero essere interessati a subentrare alla Italo-belga per gestire la spiaggia per un periodo di novanta giorni, aggiudicandosi le cosiddette gare brevi su cui sta ragionando anche l’assessorato regionale all’Ambiente. In una situazione così complessa, potrebbe essere la Regione, al momento titolare del demanio marittimo in assenza del Pdum e nelle more della soluzione dell’eventuale contenzioso, a farsi carico della spiaggia di Mondello almeno per i tre mesi estivi. Senza contare che la società Italo-belga è proprietaria dei marciapiedi perimetrali al litorale sabbioso.

Ecco perchè, secondo l’associazione turistica balneare siciliana, i grandi imprenditori italiani del lusso e i colossi dell’hotellerie starebbero mettendo gli occhi su Mondello. Anche se il presidente di Federalberghi Sicilia, Nico Torrisi, frena: “abbiamo chiesto maggiore chiarezza per distinguere le concessioni balneari da quelle degli alberghi e per evitare distorsioni e speculazioni. Con i bandi potrebbero entrare in gioco realtà poco trasparenti ma con grosse disponibilità economiche che potrebbero accaparrarsi concessioni per poi speculare”.

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