mercoledì, 21 Aprile 2021

Riserva Zingaro: allo studio progetto per area marina protetta innovativa

Tra bollino che certifica la provenienza sicura del pesce, boe intelligenti e immersioni didattiche, ecco come potrà cambiare il volto della Riserva dello Zingaro. Si parla ormai da anni di integrare l’attuale riserva regionale terrestre, che tutti conosciamo, con una tutela speciale per lo specchio d’acqua antistante, ma ad oggi nulla si è concretizzato. Ora però il progetto “AMP Zingaro-Scopello”, lanciato con una campagna di crowdfunding dal Centro Studi ISVAM di Palermo, punta ad andare oltre quanto viene dal legislatore comunemente definito in termini di istituzione dell’AMP Zingaro-Scopello e permetterà, infatti, sia la tutela ambientale che la fruizione da parte di turisti attenti all’ambiente e operatori economici della zona attraverso uno stazionamento per natanti, la certificazione di pesca sostenibile, immersioni didattiche, campi di volontariato, una premialità economica per i pescatori che si occuperanno di conferire la plastica rimasta incagliata nelle reti e l’istituzione di una caletta della riserva destinata alla pratica del naturismo. Ma questi saranno solo alcuni degli obiettivi del progetto.

“Una semplice suddivisione in zone A-B-C, con le relative limitazioni imposte dalla legge, a nostro avviso, non apporterebbe niente di nuovo e non aumenterebbe, di fatto, la protezione delle acque poiché queste, già oggi, sono oggetto di particolare attenzione da parte di residenti della zona, di turisti e diportisti”, spiega Massimo Mirabella, presidente dell’associazione ISVAM e una passata esperienza da addetto stampa del ministro dell’Ambiente, che prosegue: “E’ corretto e onesto notare, inoltre, che non vi è in questa area alcun elemento di biodiversità caratterizzato da un rischio di estinzione ma si deve ragionare in termini di volontà globale di preservare quanto già esiste. Mancando quindi la necessità di salvaguardare uno o più elementi specifici della biodiversità marina non sussiste il bisogno di limitare ma, al contrario, di regolarne in maniera innovativa la fruizione senza porre vincoli inutilmente stringenti. Ben vengano quindi campi di ormeggio con boe intelligenti, che permetteranno lo stazionamento dei natanti senza compromettere la Posidonia o il transito e stazionamento di barche a vela”.

Il futuro delle AMP, stando al progetto che verrà presentato a giorni all’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente Totò Cordaro, prevede, fra le tante altre cose, un ruolo attivo dei piccoli pescatori costieri, veri guardiani della risorsa mare e di tanti volontari che si occuperanno di raccogliere le pericolosissime plastiche abbandonate, ma anche di informare con materiali bilingua turisti e diportisti sulle corrette pratiche di fruizione dell’area.

Con l’arrivo dell’estate verrà poi lanciato il bollino “Pescato dello Zingaro”, che permetterà agli acquirenti di acquistare il prodotto pescato in quel tratto di mare, frutto di un lavoro responsabile di piccola pesca effettuato con sistemi tradizionali e non invasivi e allo stesso tempo consentirà ai pescatori di guadagnare qualche euro in più come riconoscimento per il lavoro di raccolta della plastica, incagliata nelle reti. E proprio con pescatori inizieranno a breve tavoli tecnici in cui verranno ascoltate le necessità delle marinerie di Castellammare e di San Vito lo Capo. Riserva terrestre ed area marina protetta si potranno, infatti, integrare dando la possibilità a piccoli produttori agricoli e ai pescatori costieri di avvantaggiarsi produttivamente e commercialmente di questa grande risorsa.

Al link https://gofund.me/6d55ae5e sarà possibile leggere il progetto e fare una donazione per il prossimo campo volontari in programma per l’estate 2021.

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