Da Levante a Tony Pitony: una sicilianità nuova a Sanremo


L’unica super ospite internazionale del Festival di Sanremo 2026, Alicia Keys, nella serata di giovedì ha rivendicato con orgoglio le sue origini sciacchitane. Si apre così una pagina del festival in cui la Sicilia è più viva e presente che mai: l’attesissima serata dei duetti.

Infatti, oltre a Levante, l’unica sicula cantante in gara – nata a Caltagirone e cresciuta a Palagonia -, la quarta serata vedrà sul palco dell’Ariston diversi artisti siciliani.

Ad accompagnare il rapper Samurai Jay sulle note di ‘Baila morena’ sarà il trombettista di Augusta Roy Paci, ambasciatore della sicilianità nel mondo, capace di fondere le radici dell’isola con suoni globali come jazz, ska e funk.

Anche Mario Biondi salirà sul palco, intonando insieme a Sayf e Alex Britti ‘Hit the road Jack’. Il cantautore e arrangiatore è originario di Catania, dove comincia fin da bambino a cantare nei cori gregoriani in chiesa e nelle piazze siciliane.

Francesco Renga farà invece coppia con Giusy Ferreri cantando ‘Ragazzo solo, ragazza sola’. Nonostante la cantante palermitana si sia trasferita al Nord da bambina, il suo legame con l’Isola è rimasto oltre che nella sua identità anche nella sua arte.

La passionalità pugliese di Serena Brancale si incontrerà all’Ariston con il folk siciliano di Delia Buglisi, grande rivelazione dell’ultima edizione di X Factor a cui ha partecipato con un brano inedito scritto completamente in dialetto siciliano, che lei definisce la sua ‘lingua autentica’. La cantautrice è nata a Catania e cresciuta a Paternò.

Stiamo forse dimenticando qualcuno? Tony Pitony è uno dei protagonisti più discussi del Festival di Sanremo 2026, pur non essendo in gara. L’artista siracusano, riconoscibilissimo per la maschera di Elvis Presley senza cui non è mai comparso pubblicamente, partecipa alla kermesse in coppia con Ditonellapiaga intonando ‘The Lady is a Tramp’. Protagonista anche del FantaSanremo come autore e interprete della sigla ufficiale dell’edizione 2026 del gioco.

Qualcuno ha definito la sua presenza sul palco “l’unico azzardo di Carlo Conti”: una tecnica vocale impeccabile, influenze funk, soul e r&b, fanno da base a testi a dir poco espliciti e provocatori, apprezzati proprio per la loro autenticità. Molti dei suoi brani contengono riferimenti al gergo e alla cultura siciliana, come come il singolo dal titolo provocatorio ‘CHI SPACCHIO È TONY PITONY?!’.

Da Levante a Tony Pitony, non ci resta che aspettare stasera per fare il pieno di una sicilianità fresca, che tiene conto delle radici ma evita gli stereotipi, reinterpretata dai cantanti secondo la loro identità artistica.

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