Firenze, stop a nuovi affitti brevi fuori da area Unesco
27 Maggio 2026, 10:45
“Abbiamo deciso di estendere le zone di Firenze, anche fuori dall’area Unesco, dove inserire nuovi blocchi a nuove aperture di affitti turistici brevi. Abbiamo approvato la delibera in giunta e abbiamo chiesto al Consiglio comunale la procedura d’urgenza per avere tempi limitati: tra le zone, fuori dal centro storico, ci sono Campo di Marte, Gavinana, San Jacopino, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca, Pignoncino e Paolo Uccello”. Lo ha reso noto la sindaca di Firenze Sara Funaro annunciando nuove limitazioni sulla base dei risultati della ricerca dell’Università La Sapienza di Roma.
Lo studio è stato presentato insieme al professore Filippo Celata e all’assessore al turismo Jacopo Vicini. “Uno studio che non è statico ma dinamico”, ha precisato la sindaca, alludendo al fatto che ci possono essere modifiche.
“L’obiettivo – ha aggiunto – è favorire la residenzialità e lavorare per avere dei limiti. Abbiamo utilizzato vari criteri”, tra questi “quello del numero di affitti brevi rispetto ai residenti della zona, in alcune zone sono cresciuti in maniera esponenziale, e anche del tasso di crescita. Ci sono alcune zone, come quella del Pignoncino o di San Frediano, dove il tasso di crescita ha superato addirittura il 90%. Non facciamo un lavoro solo per l’oggi. Nel momento in cui daremo nuove autorizzazioni, dopo la fine del periodo di moratoria della legge regionale che è di tre anni” e scadrà il 31 maggio 2028, sarà favorito “il piccolo proprietario. Il tema vero è come viene utilizzato l’appartamento: un conto è il famoso appartamento della nonna per avere un’integrazione al reddito, un altro è quando si usano” gli immobili “sotto forma imprenditoriale.
Siamo i primi – ha concluso – a livello italiano ad aver messo tale blocco nell’area Unesco. Siamo a maggior ragione i primi ad aver inserito la limitazione anche fuori dall’area Unesco. Sono convinta che questo possa fare da apripista. Non esiste una normativa a livello nazionale: ci stiamo basando su una legge regionale che ci permette di poter mettere in campo queste risposte”.
“La stretta sugli affitti brevi nel centro storico di Firenze non ha riportato residenti nell’area Unesco o ridotto realmente i canoni delle locazioni tradizionali. Nonostante questo, Palazzo Vecchio decide ora di estendere i divieti anche ai quartieri fuori dal centro, continuando a colpire cittadini, piccoli proprietari e attività legate all’ospitalità”. A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e ceo di Apartaments Florence che in una nota parla di ‘furore ideologico’ da parte di Palazzo Vecchio.
“Prima di ampliare ulteriormente i blocchi – prosegue Fagnoni – sarebbe stato corretto spiegare ai fiorentini quali risultati concreti abbiano prodotto le misure già adottate negli ultimi anni. Quanti appartamenti sono davvero tornati sul mercato residenziale? Quanto sono diminuiti gli affitti a lungo termine? Se queste risposte non arrivano, significa che si continua a seguire un approccio più ideologico che pragmatico. Preoccupa inoltre il messaggio che passa quando si distingue tra il cosiddetto ‘appartamento della nonna’ e chi gestisce immobili in maniera organizzata o imprenditoriale. Dietro il settore degli affitti brevi lavorano property manager, imprese di pulizie, manutentori, tecnici, artigiani e tanti professionisti dell’accoglienza. Tentare di criminalizzare l’attività imprenditoriale nel turismo – sottolinea – significa colpire una parte importante dell’economia cittadina. Per affrontare davvero l’emergenza abitativa servono più alloggi accessibili, recupero degli immobili sfitti, investimenti sull’edilizia residenziale, una riflessione seria sull’impatto dei grandi investimenti immobiliari e degli studentati, ma soprattutto maggiori tutele per i proprietari”.