Scontro a Firenze tra Airbnb e Comune sui dati degli affitti brevi
16 Luglio 2026, 11:45
Il dibattito sulla regolamentazione delle locazioni turistiche brevi a Firenze si accende, evidenziando una profonda divergenza metodologica tra le istituzioni locali e le grandi piattaforme di prenotazione online. Al centro della controversia c’è lo studio tecnico curato dal professor Filippo Celata dell’Università La Sapienza di Roma, giudicato da Airbnb basato su posizioni parziali e non idoneo a fotografare la reale e mutevole evoluzione del mercato immobiliare della città.
Dalla sede di Airbnb Italia si alza una richiesta di maggiore oggettività, con l’invito a utilizzare esclusivamente le rilevazioni ufficiali dello Stato. I vertici della piattaforma ricordano che l’azienda non è contraria alle regole, ma chiede che queste si fondino su parametri aggiornati e condivisi.
“C’è bisogno di fonti diverse. Conosciamo da tempo la posizione di Celata, è polarizzato. Noi diciamo di prendere i dati ufficiali della banca dati nazionale del Cin (Codice Identificativo Nazionale) del Ministero del Turismo e ragioniamo su quelli – ha detto Valentina Reino, responsabile Relazioni Istituzionali di Airbnb Italia – Se non vengono utilizzati dati ufficiali, si rischia di giungere a risultati fuorvianti. Il nostro rapporto con il Comune resta comunque ottimo: lo dimostra l’appoggio alla battaglia sulle keybox nei luoghi pubblici, che riteniamo vadano contro il decoro cittadino”.
“Airbnb non è contraria alla regolamentazione: quando è stata introdotta la regola del Cin ci siamo adoperati subito per modificare la nostra piattaforma e l’abbiamo accolta con favore. Siamo però contrari alle regolamentazioni quando i dati su cui si basano non rispecchiano la realtà attuale, trascurando come la città si evolve giorno dopo giorno”, ha aggiunto Matteo Sarzana, Country Manager di Airbnb Italia e Sud Est Europa.
La replica di Palazzo Vecchio non si è fatta attendere. L’amministrazione comunale ha difeso l’operato del ricercatore e ha chiarito che le nuove norme non derivano da un’unica indagine isolata, ma rappresentano il frutto di un lavoro di analisi integrato e multilivello che punta a salvaguardare l’equilibrio sociale della destinazione.
“Non abbiamo mai sostenuto che gli affitti brevi siano l’unica causa dell’emergenza abitativa a Firenze. Diciamo, però, che il fenomeno produce impatti sociali ed economici rilevanti sul tessuto urbano e che sia doveroso governarlo con regole equilibrate – ha commentato Jacopo Vicini, assessore allo Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Firenze – Il professor Celata è un ricercatore indipendente e autorevole: il nostro regolamento non nasce da un singolo studio ma dall’incrocio di analisi diverse, incluse quelle dell’Ufficio Statistica del Comune e dell’Università di Firenze. Siamo sempre disponibili al confronto con Airbnb e le altre piattaforme per favorire il rispetto delle regole e tutelare il diritto all’abitare, senza per questo rinunciare all’accoglienza e alla qualità complessiva della nostra offerta turistica”.