domenica, 15 dicembre 2019

Toscana, AV penalizzano treni pendolari e Ceccarelli scrive a De Micheli

“Troppi treni Av sulla direttissima a scapito dei regionali”. Ad affermarlo Vincenzo Ceccarelli, assessore ai trasporti della Toscana, in una nota inviata al ministro dei trasporti Paola De Micheli chiedendole un incontro, insieme ai rappresentanti dei pendolari e alle associazioni dei consumatori. Al centro delle preoccupazioni della Regione Toscana, riporta un comunicato, c’è “l’evoluzione del servizio ferroviario lungo la direttissima con particolare riferimento al proliferare senza soluzione di continuità di servizi alta velocità (Av). Nonostante i nostri ripetuti appelli all’Autorità di Regolazione (Art) e ai gestori dell’infrastruttura e anche al Ministero – scrive l’assessore – ad ogni cambio di orario vengono aggiunti nuovi servizi Av, che hanno un impatto molto pesante sul sistema dei trasporti regionali, in particolare incidendo negativamente sulla regolarità del servizio”. L’assessore ricorda l’impegno della Regione che, in questi anni, ha investito risorse in quella che ha definito la ‘cura del ferro’, con l’obiettivo di incentivare la mobilità pubblica su rotaia a scapito del mezzo privato. “Ma tutto questo può avvenire – osserva Ceccarelli – riuscendo, innanzitutto, a garantire un servizio di qualità a chi si sposta ogni giorno per lavoro e per studio. Purtroppo la situazione che si è venuta a creare non è per noi più accettabile e genera malumori e proteste, del tutto legittimi, da parte dei comitati di pendolari della linea direttissima e non solo. Noi stiamo continuando a fare la nostra parte con il massimo impegno. Grazie al nuovo contratto di servizio che stiamo chiudendo con Trenitalia, sarà possibile rinnovare l’intero parco treni regionale, favorendo un ulteriore passo in avanti nella qualificazione del servizio”. Di qui “la richiesta di un incontro per individuare le risposte concrete da dare a questi problemi, in attesa che siano realizzati gli attesi interventi infrastrutturali, come il passante ferroviario di Firenze e il raddoppio della direttissima fra Firenze e il Valdarno”.

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