Iniziata la lunga stagione del Carnevale valdostano
13 Gennaio 2026, 10:45
Torna uno dei periodi più speciali dell’anno per la Valle d’Aosta: la stagione del Carnevale. Se in tutto il mondo si celebra la fine dell’inverno più buio, le giornate che si allungano a salutare i primi sprazzi di primavera, per la regione più alta d’Italia il sollievo vale doppio.
In Valle d’Aosta il Carnevale non dura un giorno: è possibile partecipare, di settimana in settimana, alle celebrazioni delle diverse località della Regione più alta d’Italia. Sono tre, i principali carnevali storici, ma la festa si irradia in diversi altri borghi della Valle, in un’euforia diffusa che dura tutto un inverno.
Il Carnevale di Verrès – una storia di coraggio femminile (14 – 17 febbraio 2026)
Vive Introd et Madame de Challant: un coro di festa che affonda le radici in una vicenda di quasi 600 anni fa. Appellandosi alla legge salica, che escludeva le donne dalle linee di successione, i cugini di Francesco di Challant cercarono di impedire alle due figlie Caterina e Margherita di ereditare i feudi del padre. La coraggiosa Caterina, tuttavia, rifiutò le pressioni dei prìncipi di Challant, difendendo i propri diritti con ogni mezzo, conscia che per conseguire i propri obiettivi era indispensabile poter contare anche sul supporto popolare: fu così che in occasione della festa della Trinità del 1450 Caterina uscì in piazza a danzare insieme alla gioventù del paese.

La Coumba Freida – un Carnevale portato dal vento e da Napoleone
Se gli spifferi gelidi di queste località sono valsi il nome di Coumba Freida, gli abitanti della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline sanno certamente come riscaldarsi: un Carnevale che rievoca il passaggio, sul valico, di Napoleone Bonaparte, transitato lungo l’antica via Francigena nel maggio dell’anno 1800.
I borghi di quest’area, a Nord-Est della città di Aosta, conservano infatti consuetudini e costumi simili, ispirati alle uniformi dell’esercito dell’Empereur. Ecco le località che rievocheranno, nelle prossime settimane, quest’antica tradizione.
• Bionaz | 16 – 17 gennaio 2026
• Valpelline | 18 gennaio 2026
• Doues | 24 – 25 gennaio 2026
• Étroubles | 12 – 13 febbraio 2026
• Roisan | 14 – 17 febbraio 2026
• Saint-Oyen | 14 febbraio 2026
• Allein | 15 – 17 febbraio 2026
• Saint-Rhémy-En-Bosses | 17 febbraio 2026
San Martino, il Diavolo e un ponte romano: il Carnevale di Pont-Saint-Martin
Il celebre ponte romano che dà il nome alla cittadina di Pont-Saint-Martin risale al primo secolo A.C., ma nel Medioevo gli abitanti locali ormai non lo ricordavano più: una diffusissima leggenda locale, infatti, fa risalire l’arcata di pietra che sovrasta il torrente Lys all’epoca di Martino di Tours che, diretto a Roma, rese possibile la costruzione del ponte in una sola notte, ingannando il diavolo. Sono proprio San Martino e Belzebù i due personaggi fondamentali dello storico Carnevale di Pont-Saint-Martin, giunto alla 116ima edizione, oltre alla Ninfa del torrente Lys e alcune figure folkloriche legate all’antica Roma, come Consoli, Tribuni della Plebe, Milites e, dall’altra parte, i loro grandi nemici: i Salassi, introdotti nella manifestazione ormai 50 anni fa.
Giovedì 12 febbraio si parte con il Mini Carnevale Storico a cura delle scuole dell’Infanzia del territorio, culminando nella cerimonia del Mini Rogo del Diavolo. Il vero clou della manifestazione è a ridosso del Martedì Grasso, con la tradizionale Corsa delle Bighe di lunedì 16 e la sfilata dei carri allegorici di martedì 17.
Fiaccolate sugli sci in maschera
Le fiaccolate di Carnevale chiudono la stagione come un ultimo brindisi sotto le stelle, tra musica, risate e discese illuminate.
A Torgnon il 21 febbraio fiaccolata in maschera per grandi e piccini, con i maestri di sci e animazione con musica e DJ. Lo stesso giorno a Pila la fiaccolata in maschera più divertente della stagione, sulle nevi di Pila.
