domenica, 11 Aprile 2021

Federalberghi Garda Veneto: dubbi su riforma lavoro

Gli alberghi hanno bisogno di flessibilità e non di burocrazia

Nei giorni scorsi presso l’Hotel Caesius Therme di Bardolino si è svolto un convegno, organizzato da Federalberghi Garda Veneto, per illustrare la nuova riforma del mercato del lavoro. Al seminario sono intervenuti Angelo Candido e Andrea Serra del servizio sindacale di Federalberghi nazionale.
Federalberghi ha espresso fin dall’inizio forti perplessità rispetto alle nuove regole sul lavoro ritenendo che la normativa non abbia considerato alcuni elementi fondamentali del settore turismo. Tra i punti critici l’irrigidimento dei meccanismi di ingresso nel mondo del lavoro che ha ripercussioni  negative sugli interessi delle imprese, gli aumenti del costo del lavoro del tutto inopportuni in questo momento di crisi e l’idea di un ‘contratto unico’ da sempre avversato da Federalberghi in quanto ogni settore ha delle caratteristiche che lo contraddistinguono. Il settore del turismo, ad esempio, è basato sulla stagionalità e la forma contrattuale del tempo indeterminato è raramente applicabile.
“Nel nostro settore – ha evidenziato Candido – c’è necessità di flessibilità operativa, di un orario medio o di una banca delle ore e non delle 40 ore settimanali. C’è necessità di un contratto che descriva e soddisfi la realtà alla quale deve essere applicato”.
Obiettivi determinanti raggiunti da Federalberghi dopo l’avvio della riforma sono stati quelli di escludere i contratti stagionali dall’obbligo del contributo aggiuntivo dell’1,4% previsto per le assunzioni a tempo determinato e di ridurre l’intervallo di successione tra contratti nel turismo a 20/30 giorni.
Si è parlato anche di ammortizzatori sociali: nei settori come il turismo, non coperti da Cassa integrazione, le parti sociali saranno obbligate ad istituire presso l’Inps fondi di solidarietà bilaterali per l’integrazione salariale. Tale sistema interesserà le aziende con oltre 15 dipendenti. Inoltre, è stato spiegato il nuovo welfare e in particolare l’Aspi e la mini Aspi sostituiranno l’indennità di disoccupazione ordinaria. Durante il dibattito è emersa grande insoddisfazione per una riforma che non piace a nessuno, neanche agli albergatori. Per molti operatori si tratta di una riforma strampalata, che aumenta solo costi e burocrazia, di nessuna utilità e dunque dannosa per l’occupazione in campo turistico.

 

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