A Venezia è scontro sul super ticket da 50 euro
22 Giugno 2026, 11:00
ANSA/MATTEO CORNER
Il dibattito sulla gestione dell’overtourism a Venezia si infiamma nuovamente. Il sindaco Simone Venturini presenterà a Roma, entro le prossime due settimane, una proposta formale ai ministeri competenti per innalzare il contributo d’accesso alla città fino a una tariffa mobile compresa tra i 30 e i 50 euro nelle giornate di massimo picco.
La misura, rimodulata in base al volume delle prenotazioni, continuerebbe a esentare i residenti, i lavoratori e tutti i turisti che scelgono di pernottare nelle strutture ricettive della laguna, colpendo esclusivamente l’escursionismo mordi e fuggi. I dati storici della sperimentazione evidenziano l’entità del fenomeno: lo scorso anno gli incassi hanno sfiorato i 5,4 milioni di euro in 54 giornate, a fronte di oltre 720.000 voucher giornalieri staccati.
La proposta del primo cittadino ha immediatamente spaccato il panorama politico e associativo. Le opposizioni bocciano l’iniziativa senza appello: per Nicola Pellicani (Pd), il ticket si è rivelato uno strumento fallimentare che non ha decongestionato i flussi e i cui costi di gestione pareggiano le entrate, ricordando inoltre che per superare l’attuale tetto normativo di 10 euro sarà necessaria una nuova legge del Parlamento. Critica anche Luana Zanella (Avs), che accusa la giunta di voler trasformare la città in un hub d’élite per soli visitatori facoltosi.
Di parere diametralmente opposto l’Associazione Veneziana Albergatori (Ava). Il direttore Daniele Minotto si è dichiarato pienamente d’accordo con il piano del sindaco, sottolineando come una tariffa dinamica fino a 50 euro possa spingere i viaggiatori a pianificare la visita nei mesi di bassa stagione (da novembre a febbraio) e come sia sacrosanto che chi usufruisce dei servizi cittadini contribuisca economicamente alla manutenzione e alla pulizia di un ecosistema fragile come quello veneziano.