giovedì, 24 Settembre 2020

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ottiene Carta Europea Turismo Sostenibile

Lo scorso anno il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha avviato l’iter per ottenere la CETS: la Carta Europea per il Turismo Sostenibile, strumento assimilabile ad un percorso di certificazione, che permette una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile.

La CETS è coordinata a livello europeo da EUROPARC Federation, che gestisce la procedura di conferimento della Carta e coordina la rete dei Parchi certificati.

Per ottenere la CETS il Parco ha elaborato un Piano di azione per lo sviluppo del turismo sostenibile. Il percorso, partito nel giugno dello scorso anno, ha visto diversi incontri sul territorio con privati, imprenditori, associazioni, enti pubblici, per raccogliere idee, progetti e proposte da tutti gli operatori interessati. Quanto emerso durante gli incontri e’ stato raccolto in un Piano di azione per il turismo sostenibile, che ha durata quinquennale.
Complessivamente il Piano di azione quinquennale coinvolge 6 Enti pubblici e 22 soggetti privati.

A gennaio 2015 il Piano e la candidatura ufficiale per ottenere la CETS sono stati presentati ad Europarc e, nel giugno scorso, un ispettore europeo ha condotto una visita per verificare le modalità con cui e’ stato costruito il Piano di azione, incontrando numerosi operatori privati e rappresentanti di Amministrazioni pubbliche coinvolti nel Piano di azione della CETS.

La visita ha avuto esito positivo e, in questi giorni, il Parco ha ricevuto una comunicazione ufficiale da Europarc, il cui comitato di valutazione ha assegnato la CETS al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

Il riconoscimento sarà consegnato a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, il 7 dicembre.

“Si tratta di un importante traguardo  – ha commentato Antonio Andrich, direttore del Parco – che premia sia il lavoro del Parco che quello, fondamentale, dei soggetti privati e degli enti pubblici che hanno deciso di affiancare il Parco in questa esperienza. Ora inizia una nuova sfida: quella di portare a termine tutte le 43 azioni previste dal Piano di azione da qui al 2020: molte attività sono iniziate quest’anno e molte sono in cantiere per il 2016; nei prossimi mesi ci sarà modo di dare adeguato risalto alle varie iniziative”.

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