Stop Carnevale e musei chiusi, a Venezia 40% disdette

Nonostante non lo stop al Carnevale, Piazza San Marco e i vaporetti veneziani sono pieni di turisti e lavoratori. Ma gli alberghi cominciano a fare i conti con questa interruzione forzata registrando un 40% di disdette. Così la città sta vivendo la conclusione forzata del Carnevale imposta dalle ordinanze anti-Coronavirus, per i tre casi ricoverati all’ospedale Civile. Vuoti o quasi i tavolini all’esterno dei caffè, anche se all’interno la clientela non manca. I camerieri incrociano le braccia e scrutano, in attesa di qualche turista in avvicinamento. Per chi non ha allestito i tavolini, come al Florian, il viavai di clienti non manca, come ha ricordato il direttore, Renato Costantini, che rassicura anche sulle misure di prevenzione per i dipendenti, con guanti e detergenti.

La Basilica di San Marco è interdetta alle visite e anche alle celebrazioni strettamente religiose “per motivi di sicurezza pubblica”. Stessa situazione alla Porta della Carta, ingresso per le visite al Palazzo Ducale, che è stato utilizzato come ‘quinta’ per ritratti ai costumi più eleganti. Al Teatro La Fenice, anch’esso interdetto al pubblico, si è tenuta una lunga riunione organizzativa, presieduta dal soprintendente Fortunato Ortombina, nel corso della quale sono state prese la decisioni operative per riprogrammare il calendario artistico, e per i rimborsi a chi aveva acquistato i biglietti per L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti e per gli altri eventi programmati fino a domenica e poi cancellati.
Si prospetta molto pesante la ricaduta delle mancate feste e della psicosi da Coronavirus per gli albergatori veneziani. “È difficile in queste ore avere un quadro preciso – ha affermato Daniele Minotto, vicedirettore dell’Ava-Federalberghi – ma si stima che al momento le disdette superino il 40%. E il dato va crescendo. Le difficoltà riguardano in particolare gli eventi già programmati: se le cene in hotel, al pari di quelle dei pubblici esercizi, possono essere confermate, dovranno invece essere cancellati balli in maschera, feste, dibattiti e proiezioni”.

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