Maratea, rogo lambisce il Cristo Redentore
16 Luglio 2026, 11:15
Un incendio di probabile origine dolosa ha devastato nei giorni scorsi la collina del Monte San Biagio a Maratea, in provincia di Potenza, arrivando a lambire la Basilica di San Biagio e l’iconica statua del Cristo Redentore, pilastro dell’offerta turistica lucana. Il rogo, divampato nella notte tra il 14 e 15 luglio nella frazione di Santa Caterina, ha richiesto oltre 9 ore di sforzi congiunti per essere domato.
Le operazioni di spegnimento hanno impegnato una trentina di Vigili del Fuoco con dieci mezzi terrestri, supportati dal cielo da un elicottero e da un canadair. I primi rilievi indicano che l’incendio è partito contemporaneamente da cinque punti differenti, in concomitanza con altri due focolai registrati nelle frazioni di Massa e Acquafredda.
A causa del passaggio del fuoco e per garantire l’incolumità pubblica, le autorità hanno dovuto disporre la chiusura temporanea dei camminamenti storici, della via ferrata e del percorso del Cammino di San Biagio, in attesa dei sopralluoghi dei rocciatori della Provincia di Potenza volti a verificare la stabilità delle pareti rocciose sovrastanti.
Immediata la reazione di istituzioni e operatori preoccupati per le ricadute d’immagine ed economiche sul comparto turistico proprio nel cuore della stagione estiva. Per Cesare Albanese, sindaco di Maratea: “si tratta di un atto doloso, di un gesto folle e criminale, sul quale mi auguro si possa fare immediatamente luce”.
“Siamo di fronte a un attacco alla bellezza, alla nostra storia e a uno dei simboli più preziosi della Basilicata nel mondo. C’è un danno ambientale enorme per la perdita di preziosa macchia mediterranea e un danno d’immagine per una delle perle indiscusse del nostro territorio – ha commentato Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata – La chiusura temporanea dei camminamenti si è resa necessaria per tutelare l’incolumità di tutti, ma l’obiettivo prioritario resta quello di restituire l’area alla piena fruibilità nel minor tempo possibile. Se l’ipotesi dolosa venisse confermata, ci troveremmo davanti a un vero e proprio atto criminale: auspico che i responsabili vengano puniti con la massima severità”.
“Maratea rappresenta un patrimonio che appartiene all’intero Paese. Difenderla significa tutelare il suo ambiente, il suo turismo, il lavoro delle imprese e il futuro delle nuove generazioni. Questo incendio ferisce l’identità stessa di una destinazione costruita negli anni grazie all’impegno degli operatori e della comunità locale. Ogni estate ci troviamo a fare i conti con emergenze che non possono più essere considerate inevitabili; se dietro questi roghi vi è la mano dell’uomo, siamo di fronte a un atto gravissimo contro l’intera comunità e contro il lavoro di centinaia di imprese turistiche”, ha concluso Biagio Salerno, Vicepresidente del Consorzio Turistico Maratea.