A Pompei riaprono 10 case chiuse dagli scavi

Il progetto è finanziato dalla Soprintendenza

Dal primo giugno saranno riaperte integralmente dieci case chiuse degli scavi di Pompei, oggi parzialmente visitabili, e a medio periodo altre otto case saranno restituite alla visione dei turisti. Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil, sottolinea che è stata una riapertura resa possibile grazie ad un accordo siglato tra parte pubblica e sindacato che vede "sconfitte le logiche di privatizzazione". La gestione delle case chiuse, ricorda Cerasoli in una nota, in un primo momento "la si voleva affidare ad una società privata determinando l'arricchimento dei privati per un importo stimato in oltre 2 milioni e mezzo di euro e mediante una sperimentazione contraria alla legislazione vigente". "E', invece, passata la proposta del sindacato di aumentare la fruizione degli scavi di Pompei ricorrendo all'impiego di personale interno alla soprintendenza”. L'accordo, siglato tra la direzione regionale della Campania, l'ispettorato ministeriale, il dirigente amministrativo di Pompei e i sindacati, prevede "che il progetto dovrà indicare percorsi ed itinerari diversificati". "La Soprintendenza di Pompei si è impegnata a ricercare fonti di finanziamento aggiuntivi – conclude Cerasoli – affinché tale sperimentazione, che durerà sino al 30 ottobre, possa andare a regime".

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