In hotel Rimini disdette anche per l’estate. Albergatrice: perché noi restiamo aperti?

Hotel vuoti, disdette fino all’inizio di giugno, gli albergatori riminesi sono preoccupati per le ripercussioni sul settore, anche per le disdette che stanno arrivando per inizio estate.

“In tutti i decreti che hanno fatto si sono dimenticati del settore alberghiero”, dice Barbara Albanesi, che gestisce l’hotel Touring di viale Regina Margherita, attività di famiglia da 40 anni.
“Congressi fermi, piscine e spa chiuse, divieto di muoversi da un comune all’altro, mi dite perché devo tenere aperto mettendo a rischio la salute di 52 dipendenti? Dall’associazione albergatori di Rimini abbiamo ricevuto una lettera che ci informa che la sede è chiusa per disposizioni di sicurezza, ma sono raggiungibili al telefono, e che le strutture alberghiere non sono soggette a sospensione. Assurdo se si pensa che ci fanno stare aperti ma vuoti”.
Le disdette del settore stanno arrivando a pioggia, per un hotel come il Touring, 110 camere, 50 dipendenti da quando si è fermato il congressuale si possono calcolare perdite che superano i 300 mila euro “e non sappiamo ancora se i dipendenti del settore potranno o meno accedere alla cassa integrazione. Mi chiedo – continua Albanesi – il turismo è la principale industria in Riviera, solo a Rimini ne abbiamo più di 1800, possibile che chiudono bar e ristoranti e noi no? Ci siamo informati con la prefettura che ci ha detto di mettere le mascherine ai dipendenti, ma se queste non si trovano più? Dall’8 marzo non arrivano che disdette, ma non solo quelle del periodo pasquale, stanno iniziando a cancellare anche le prenotazioni di maggio e giugno, perché quando da noi sarà finita in Europa potrebbe esserci il picco e quindi i turisti stranieri rimarranno a casa. Cerchiamo di prevenire e salvare almeno agosto, che sembra l’unico mese a reggere ancora”.

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