Appenniners, la mostra che valorizza le aree montane
13 Aprile 2026, 09:15
‘Appenniners. Volti e storie di chi ha scelto l’Appennino’ è il titolo della mostra fotografica inaugurata a Bologna, a Piazza Re Enzo: 16 scatti realizzati dal bolognese Giacomo Maestri – le cui fotografie sono apparse sulle principali testate nazionali e internazionali, da Vanity Fair al Wall Street Journal al Financial Times – che ritraggono gli abitanti e le abitanti dell’Appennino nei loro luoghi di vita e lavoro.
La mostra è promossa dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna nell’ambito delle attività di valorizzazione delle aree montane, in un momento in cui l’Appennino bolognese è protagonista in tv con la serie ‘Uno sbirro in Appennino’ con Claudio Bisio e per la regia del bolognese Renato De Maria, girata proprio nelle aree interne del bolognese, e a pochi giorni dall’uscita della canzone Monghidoro di Gianni Morandi, che da tempo ha scelto di vivere lontano dalla sua Bologna per trovare rifugio tra i boschi dell’Appennino, a Monghidoro.
Nelle immagini fanno capolino i paesaggi naturali, ormai noti ai turisti, ai camminatori, agli sportivi che sempre più numerosi visitano l’Appennino bolognese, ma protagoniste sono le storie e le vite di chi ha scelto le aree interne, restando tenacemente, tornando nei luoghi frequentati nell’infanzia o scegliendoli come luoghi in cui fermarsi dopo aver viaggiato o sperimentato la vita di città.
Un caleidoscopio di professioni, aspirazioni, progettualità, fatiche e soddisfazioni che restituisce la vitalità di comunità in movimento, desiderose di dare il proprio contributo alla collettività: dalla compagnia teatrale di Grizzana Morandi al responsabile della Divisione Sistemi Nucleari per l’Energia del Centro ENEA del Brasimone, dalla cooperativa che a Monte Sole fa vivere uno dei luoghi della memoria più significativi a livello nazionale con un rifugio per i visitatori e una programmazione artistica e musicale di eccellenza alle donne dell’agricoltura, alle quali è dedicato dalle Nazioni Unite questo 2026, “Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici”, dalla ristoratrice all’architetto all’imprenditore che in Appennino progetta e costruisce componenti di meccanica di precisione per l’industria aerospaziale, dall’insegnante di scuola alla dipendente comunale, dalla guida escursionistica a chi si impegna nella rigenerazione urbana e nella valorizzazione.

Ciascuna delle immagini è corredata da un QR Code che rimanda ad altrettante video interviste, brevi spaccati di vita in cui ciascuno dei protagonisti e delle protagoniste spiega le ragioni della propria scelta di vita, la bellezza e la fatica di vivere l’Appennino, evidenziandone luci ed ombre.
La mostra, visitabile fino al 19 aprile, si trasferirà poi in Appennino, a Vergato, a partire dal 13 maggio.