venerdì, 23 Luglio 2021

Colosseo come museo diffuso? L’idea di un progetto della facoltà di architettura 

Per ridare al Colosseo e ai Fori la capacità di “raccontare al meglio una storia nella quale si può rispecchiare il mondo intero” serve una riqualificazione dell’intera area archeologica centrale, che trasformi questo pezzo di città in un museo diffuso, un luogo senza recinzioni e steccati a dividere i monumenti, dove poter passeggiare, scoprire, stupirsi, vivere l’esperienza della storia.
Parte da qui il lavoro del Dipartimento di Architettura e progetto dell’Università La Sapienza di Roma, che riapre l’annosa questione della risistemazione dell’area archeologica centrale.
La riflessione degli architetti dell’Università romana torna a mettere sul piatto anche un progetto concreto, che a partire dall’Anfiteatro Flavio e dalla sua piazza, oggi caotica e inconsistente, propone di fare ordine  ricomponendo l’intera zona dei fori con l’idea di trasformarla in un museo diffuso, cuore pedonalizzato della capitale al quale affidare  “il racconto della storia di una città complessa e stratificata”.
Per ospitare il racconto della fortuna iconografica del Colosseo verrebbe restaurato e finalmente riportato in vita il cinquecentesco Palazzo Silvestri Rivaldi, oggi in stato di totale abbandono. Nell’attuale Antiquarium dovrebbe trovare casa, invece, il Museo del Colosseo, dedicato alla storia del monumento, mentre un edificio di nuova costruzione dovrebbe recuperare l’area del Ludus Magnus ricostruendo per i visitatori l’esperienza gladiatoria e la storia dei giochi circensi. La stessa piazza del Colosseo, infine, verrebbe riconfigurata, a partire dal ridisegno della pavimentazione in forma di fondo neutro su cui lasciare in evidenza una selezione coerente delle tracce archeologiche. La sfida è lanciata.

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