Tassa di soggiorno, parte ricavi ad operatori romani?
Le associazioni di categoria: meglio aumentare i prezzi dei musei a 3 euro

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Destinare una parte degli introiti della tassa di soggiorno agli operatori turistici romani per rendere più digeribile il balzello. E' la proposta a cui sta lavorando la Commissione Bilancio che tra l'altro trova l'appoggio anche delle parole del sindaco Gianni Alemanno che fino a ieri ha ribadito la disponibilità a migliorare una manovra che potrebbe portare nelle magre casse capitoline 80 milioni all'anno: "Siamo disponibili a migliorare il contributo di soggiorno – ha detto – magari facendo in modo che non passi attraverso la realtà degli alberghi ma che sia più diffuso". Ma è stato anche fermo nel ribadire che "i viaggiatori che vengono a Roma devono lasciare qualcosa a questa città, per i servizi che questa città gli paga". Intanto nella conferenza unitaria di ieri Confesercenti, Confcommercio, Confindustria e sindacati hanno detto nuovamente "no" alla tassa perché "colpirà gli italiani, soprattutto quelli che vengono a Roma per motivi di studio, medici o di lavoro" e quindi meglio "aumentare i prezzi dei musei statali e comunali di tre euro".

 

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