giovedì, 24 Settembre 2020

Termalismo, il Lazio punta su un Club di Prodotto

Riaperti termini per incentivi a strutture ricettive termali

“Trasformare il termalismo in Club di Prodotto o in Rete d'impresa? I presupposti ci sono tutti, ma occorre organizzarsi e, soprattutto, che la richiesta venga dagli imprenditori. Non può essere la Regione a decidere se non ci sono gli interlocutori giusti e interessati”. Ad affermarlo Marco Noccioli, dg del Settore Turismo della Regione Lazio, alla presentazione dello Studio-test finalizzato all'individuazione di itinerari tematici riferiti al patrimonio termale del Lazio. La ricerca ha messo in luce che nel 2011 le presenze negli esercizi ricettivi sono aumentate del 10% e diminuite del 14,1% in quelli termali, segno che  gli stabilimenti congegnati secondo le antiche regole della cura non hanno più senso, mentre è in aumento il segmento ‘benessere’. Il cambiamento è reso necessario dalla presenza delle regioni ‘termali’, sui portali e nei cataloghi del benessere: in entrambe le classifiche il Lazio si piazza in posizione medio-alta, ma pur sempre dietro alte regioni (Alto Adige, Campania, Veneto, Toscana, Trentino, Emilia Romagna e Lombardia). La posizione del Lazio deve rappresentare, come ha sottolineato Ersilia Maffeo,  direttore dell'Agenzia di Promozione Turistica del Lazio, “l'incentivo per iniziare un recupero che tutti si attendono visto anche le forti potenzialità della regione”. 

Durante la presentazione dello studio è stata presentata una ‘mappatura’ della regione in cui sono state evidenziate, oltre che le località termali, anche i nuovi ‘comuni del benessere’ che, oltre a disporre di strutture ricettive dedicate, vantano la presenza di altre risorse che li rendono particolarmente interessanti dal punto di vista turistico.

Dallo stesso studio è mersa l’idea di un ‘Lazio Benessere’ come ipotesi per un Club di Prodotto con grandi vantaggi e qualche problema. Tra i fattori positivi un grande mercato di prossimità, un grandissimo attrattore globale al centro della regione, imprese già attive sul tema e un evidente superamento della crisi del termale solo terapeutico. Tra le problematiche una marca regionale debole, una azione pubblica ritenuta poco autorevole e una promozione che, almeno nell’immediato, non potrà disporre di grandi risorse.
La buona notizia è che la Regione ha riaperto i termini per la presentazione delle domande da parte delle strutture ricettive dei comuni termali (Viterbo, Fiuggi, Tivoli, Canale Monterano, Orte, Rieti, Castel Sant'Angelo, Ferentino, Castelforte, ecc.) che vogliono investire sul benessere. La scadenza è il 7 gennaio. A disposizione 1 milione e mezzo di euro per gli hotel 3/4 stelle e il  contributo a fondo perduto è del 50% della spesa massima ammissibile pari a 100.000 euro. In pratica ogni albergo può ricevere fino a 50.000 euro.

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