martedì, 24 Novembre 2020

Tuscia, prenotazioni crollate del 15%

Per Peparello bisogna puntare su fidelizzazione, eventi ed enogastronomia

Anche il turismo della Tuscia risente della crisi economica. I dati presentati dal responsabile regionale Turismo di Confesercenti, Vincenzo Peparello, lasciano pochi dubbi sull’estate 2013. Secondo i dati di Assoviaggi-Confesercenti le prenotazioni vanno a rilento. Rispetto al 2012 quelle in entrata si attestano al -15%, mentre quelle in uscita sono in ribasso del 7%. I dati che provengono dalla costa viterbese continuano a essere negativi. La situazione migliora durante il weekend quando si registrano arrivi dal cosiddetto turismo ‘mordi e fuggi’, ma durante la settimana le spiagge sono deserte. A peggiorare la situazione anche il fattore meteo.
“Questa situazione – spiega Peparello – che solitamente è ben salda grazie al flusso turistico di prossimità, ha subito un calo rispetto allo scorso anno. Per via del maltempo gli operatori turistici hanno perso almeno 30/40 giorni di lavoro”.
Negli ultimi anni le famiglie hanno ridotto il proprio budget e chi parte raramente supera i 10 giorni dedicati al relax estivo. “Nel comparto del turismo non esistono i saldi – puntualizza Peparello – e i giorni in cui campeggi e alberghi sono stati vuoti sono ormai andati persi. A questo vanno ad aggiungersi anche le stangare dell’Imu e della Tares, che incidono sui fatturati aziendali per circa 28mila euro annui”.
Altra nota dolente è la picchiata del turismo sociale. “Secondo le nostre stime il 67% dei pensionati – ha dice Peparello – rinuncerà alle vacanze. In questo modo si regredisce anche sotto il profilo sociale e dei diritti perché la villeggiatura non deve essere un lusso ma un diritto di tutti”.
Peparello suggerisce una soluzione per rivitalizzare il settore: fidelizzazione del cliente; eventi calendarizzati e enogastronomia.  “Sotto questo punto di vista, grazie al lavoro svolto da Unioncamere, in collaborazione con la Cciaa e le associazioni di categoria del turismo, è stato fatto tanto. Lo scorso anno – conclude – con il partenariato del sistema camerale laziale il 30% in più dei tour operator ha inserito il Lazio nei propri programmi”. 

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